Home Precari Precari scuola. Gissi: abuso di lavoro precario. Superata la soglia del 25%

Precari scuola. Gissi: abuso di lavoro precario. Superata la soglia del 25%

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La leader di Csil scuola Maddalena Gissi, nella relazione che ha aperto i lavori dell’Assemblea Nazionale CISL Scuola, riunita al Teatro Auditorium di Trento, è stata molto dura nei confronti delle politiche di Governo che continuano ad alimentare il lavoro precario.

“La battaglia contro l’abuso di lavoro precario è parte integrante di quella che punta a un più giusto, equo e dignitoso riconoscimento del valore del nostro lavoro. Per tutti, per quel milione e più di persone che fanno viva e presente ogni giorno la nostra scuola in ogni angolo d’Italia.
Non è segno di giusta attenzione, né di riguardo per la scuola e la funzione che svolge, il fatto che la percentuale di lavoro precario arrivi a sfiorare e forse a superare la soglia del 25%“.

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E precisa: “Non stiamo chiedendo sanatorie, come sostengono i nostri detrattori”.

Precariato Ata

Ma il precariato non riguarda solo gli insegnanti, ricorda la sindacalista. Una buona fetta di precari occupa il ruolo di personale Ata: “Qui non ci sono questioni ideologiche sullo strumento da utilizzare per la selezione, ma assistiamo ugualmente a una costante violazione delle norme comunitarie sul lavoro a termine e ad assunzioni in ruolo fatte ogni anno con il contagocce. In questo caso non sventola nemmeno il vessillo della meritocrazia, la parola d’ordine è una sola, e ossessiva: risparmiare, risparmiare, risparmiare”.

Concorso Stem

Un intervento che non tralascia la questione problematica del concorso Stem, che ha visto e continua a vedere un numero spropositato di bocciati, segno che, probabilmente, come abbiamo già riferito, i quiz del concorso potrebbero essere tarati meglio. Una criticità che apre le porte ai ricorsi.

Sull’argomento la leader sindacale fa una riflessione: “Delle due l’una: o il nostro è un sistema che si affida irresponsabilmente, e per una parte considerevole del personale, a veri e propri incapaci, che si è disponibili a tenere in servizio per anni e anni, purché non chiedano di essere stabilizzati; oppure ad essere tutt’altro che perfetto e affidabile è proprio il meccanismo di selezione utilizzato, sulla cui giusta taratura è lecito, ma vorrei dire doveroso, avanzare almeno qualche dubbio. Lo voglio dire a tutti, e in particolare a chi, di fronte ai primi risultati delle prove, ha pensato bene di richiamarci a maggiore cautela nel sostenere le ragioni dei precari”.