Una vicenda contorta con protagonista una docente 62enne con disabilità: la donna ha percepito erroneamente alcune mensilità di stipendio, e adesso dovrà restituire allo Stato 13mila euro, nonostante la sua precaria situazione economica.
Come riporta Il Messaggero, la donna è stata licenziata nel febbraio 2025. La 62enne friulana, con disabilità e con una mamma 90enne a cui badare, si è ritrovata fin da subito in gravi difficoltà economiche.
Durante 11 mesi di malattia la donna avrebbe dovuto percepire assegni ridotti e durante i sette mesi e mezzo di aspettativa non avrebbe dovuto ricevere alcun compenso. Invece, nonostante l’insegnante avesse compilato tutte le richieste per tempo, lo stipendio ha continuato ad arrivare in modo regolare. E adesso la batosta.
“A causa di lungaggini burocratiche – afferma Giuseppe Mancaniello, segretario generale Flc Cgil Pordenone – la collega si ritrova a dover pagare 14mila euro tutti insieme. Una persona con difficoltà di salute può non avere contezza ogni mese dello stipendio che le viene accreditato. La decurtazione dovrebbe avvenire subito, con il protrarsi dei giorni di malattia e non richiedere soldi a distanza di anni. L’insegnante chiederà la rateizzazione, ma dopo più di un anno senza lavoro è difficile comunque saldare il debito”.
“Se ce lo chiederà, come Flc Cgil faremo la richiesta di reintegro – continua il sindacalista – c’è tempo fino al 15 gennaio”.