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Prosegue il dibattito politico sulla Finanziaria

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In attesa di sapere quali emendamenti alla legge finanziaria saranno esaminati ed eventualmente approvati dall’Aula della Camera, prosegue senza sosta il dibattito politico sui punti qualificanti della norme dedicate alla scuola.
Nelle ultime ore il ministro Giuseppe Fioroni è intervenuto per difendere con forza lo stanziamento di 154 milioni di euro alla scuola paritaria (attualmente l’art. 68 della legge ne prevede 100, ma Fioroni ha già chiesto di aumentarli).
Intervenendo al Salone della Comunicazione pubblicazione di Bologna, il Ministro ha dichiarato: “Non credo che ci sia nessuno, né nelle forze sociali, né sindacali, né politiche, che può chiedere al ministero della Pubblica istruzione di privare del diritto alla scuola dell’infanzia il 48% dei bambini”.
“Si tratta di 10.892 scuole – ha spiegato Fioroni – gestite dai Comuni o scuole paritarie, prevalentemente cattoliche, che garantiscono la scuola dell’infanzia ai nostri ragazzi e se queste cifre non vengono riproposte in Finanziaria per intero viene tolto un diritto costituzionale ai ragazzi: le pregiudiziali ideologiche non sono, in questo caso, espressione di correttezza verso i diritti del cittadino”.
Stessi toni ha usato anche il deputato della Margherita Antonio Rusconi (firmatario dell’emendamento teso ad aumentare gli stanziamenti per le paritarie): “I diritti vengono prima delle pregiudiziali ideologiche” ha precisato Rusconi in un comunicato stampa che è stato subito ripreso e commentato da Cgil-Flc.
Il sindacato di Enrico Panini si è affrettato a chiarire che “se servono risorse per la scuola dell’infanzia privata, esse si possono recuperare dalle somme già assegnate, in varia forma, alla scuola privata non dell’infanzia, considerato che in questi cinque anni gli stanziamenti per questo tipo di scuola sono sempre aumentati; oppure si possono usare i circa 150 milioni di euro destinati dal Governo Berlusconi al buono scuola per le famiglie che iscrivono i loro figli alle scuole private”.
C’è poi il problema che i 2miliardi e 700 milioni destinati interamente all’autonomia scolastica sono di fatto una partita di giro e lasciano sostanzialmente invariate le risorse che già ora arrivano alle scuole in forme diverse.
Mancano invece all’appello i 600milioni di euro che, negli ultimi anni, sono stati via sottratti con pretesti vari alle istituzioni scolastiche.
“E pensare – sottolinea ancora Enrico Panini – che le risorse ci sono: come ha in più occasioni autorevolmente sostenuto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, basterebbe utilizzare il Tfr inoptato per uno straordinario investimento sulla conoscenza.”
E’ una risposta diretta anche all’intervento alla Camera del Ministro Padoa Schippa che ha ammesso che in alcuni settori, come la scuola, “si sia fatto meno di quello che sarebbe stato auspicabile, ma partivamo da una condizione dove un limite più ampio di reperimento di risorse sarebbe stato impossibile”.