Manca ormai poco al suono della prima campanella nelle scuole di Roma e del Lazio e circa 670mila alunni sono pronti a rientrare in classe, ma le temperature continuano ad essere infuocate e, così come in altre regioni, nelle scuole del Lazio è decisamente critica.
La Rete degli Studenti Medi del Lazio si è data appuntamento fuori dal liceo Cavour di Roma per una protesta sotto forma di flash-mob. Lo riporta Roma Today. Al centro della manifestazione i rischi di un rientro in classe difficoltoso. Colpa del clima e di un’estate che stenta a terminare con temperature intono ai 30 gradi. Secondo gli studenti le istituzioni non avrebbero messo in campo le adeguate contromisure, senza un piano reale. “Serve un intervento coordinato da parte di ministero, Regione Lazio ed enti locali” afferma Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi.
Lo stesso coordinatore ritiene insufficiente la spesa stanziata dal ministro Valditara per i sistemi di raffrescamento: “Come possono bastare 57 euro ad aula quando nove scuole su dieci non hanno alcun impianto?”.
La protesta però non si è fermata e proseguirà mercoledì 9 settembre. La Rete degli Studenti Medi sarà protagonista di un presidio alle ore 18 davanti la sede del ministero dell’Istruzione e del Merito a Viale Trastevere. “Il nostro tempo è ora”, questo il titolo della manifestazione. “Gli studenti di questo Paese in questi giorni rientrano in aula, ma riemergono anche i problemi strutturali e le profonde contraddizioni del sistema scolastico italiano: dall’edilizia scolastica fatiscente, alla didattica ancora di stampo gentiliano e superata – afferma Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete – domani saremo davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito per dire che il nostro tempo è ora, e che non siamo più disposti a fare passi indietro per quanto riguarda l’istruzione pubblica e il nostro futuro.”
La crisi abitativa e il diritto alla casa tra i temi extra scolastici della protesta.