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Pubblicato il decreto sugli organici

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Nella serata del 2 aprile, sui siti di alcuni sindacati, è stata pubblicata la circolare ministeriale n. 38 con la quale viene trasmesso il decreto interministeriale sulla determinazione degli organici del personale docente per il 2009/2010.
Circolare e decreto occupano complessivamente quasi 50 pagine e, per poter dire con certezza che non ci sono novità rispetto ai testi che già si conoscevano, occorrerà leggere i documenti con maggiore attenzione.
Complessivamente il decreto conferma i 42.102 tagli previsti dal Piano programmatico, così ripartiti: 31.485 posti in meno in organico di diritto, 245 autonomie scolastiche cancellate,  5.616 posti in meno di seconda lingua comunitaria e 5.001 in meno in sede di definizione degli organici di fatto.
Entrando nel dettaglio: nessun ridimensionamento per la scuola dell’infanzia (confermati anche i 610 posti per gli anticipi), l’organico della primaria diminuisce di 10mila unità (confermati 2.550 posti da utilizzare per gli anticipi), 10mila posti in meno nella secondaria di primo grado (ma in questo caso vanno aggiunti i 5.616 posti di per la seconda lingua comunitaria), 11.300 posti in meno nella secondaria di secondo grado.
L’organico di sostegno viene confermato in 90.469 posti complessivi e si prevede che l’organico di diritto venga incrementato di circa 5mila posti all’anno a partire dal 2009/2010.
Nel 2009/2010 le autonomie scolastiche saranno 245 in meno rispetto ad ora; poco meno di un terzo del taglio è concentrato in Calabria dove verranno cancellate 75 istituzioni scolastiche (in Sardegna ne verranno eliminate 33, in Abruzzo 19).
In Piemonte, Lombardia, Emilia, Friuli, Marche e Puglia non si registra nessuna diminuzione di posti di dirigenti e di DSGA.
Già a partire dal 3 aprile in tutte le Regioni si apre il confronto fra le Direzioni scolastiche e le organizzazioni sindacali.
Nell’arco di pochi giorni ciascuna scuola conoscerà l’esatta entità dei posti assegnati e a quel punto bisognerà mettersi al lavoro per tentare di far corrispondere le risorse disponibili alle richieste delle famiglie. E c’è da credere che non sempre sarà facile far quadrare i conti.