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Quale “mission” per l’Invalsi

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Con due direttive rese note in questi giorni ma firmate già lo scorso mese di settembre, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha definito gli obiettivi a breve e lungo termine dell’Invalsi.
La direttiva n. 75 definisce gli obiettivi strategici del triennio 2008/2011, mentre la n. 76 indica i compiti dell’Invalsi per l’anno scolastico in corso.
Il piano triennale prevede che l’Istituto predisponga ogni anno un rapporto sul sistema scolastico nazionale che faccia riferimento ad indicatori sulla domanda di istruzione, sulla distribuzione territoriale e sulle condizioni strutturali delle scuole, nonchè sulle risorse destinate al loro funzionamento.
L’Invalsi dovrà inoltre occuparsi di valutazione delle scuole, anche sulla base delle migliori esperienze internazionali e di valutazione del personale della scuola.
A questo proposito l’Istituto dovrà “avviare un piano di ricognizione delle metodiche adottate a livello internazionale per la valutazione degli insegnanti con particolare riferimento all’uso di detta valutazione a fini premiali di carriera e
retribuzione”. Nell’immediato, e cioè per questo anno scolastico, il rapporto dovrà servire anche a definire un modello divalutazione delle scuole per rilevare quegli assetti organizzativi e quelle pratichedidattiche che favoriscono il miglioramento dei livelli di apprendimento degli studenti. definire un modello divalutazione delle scuole per rilevare quegli assetti organizzativi e quelle pratiche didattiche che favoriscono il miglioramento dei livelli di apprendimento deglistudenti.
Si continuerà anche con la rilevazione degli apprendimenti degli alunni: quest’anno toccherà ai bambini delle classi II e V della scuola primaria e riguarderà le aree disciplinari relative all’italiano e alla matematica.
“La somministrazione delle prove – precisa la direttiva – dovrà essere effettuata mediante rilevatori esterni e i risultati della valutazione saranno messi a disposizione delle relative istituzioni scolastiche”.
Per gli studenti della secondaria di primo grado la rilevazione coinciderà di fatto con l’esame finale.
E c’è anche un’altra novità: l’Invalsi dovrò avviare un percorso di ricerca finalizzato alla messa a punto di strumenti per la valutazione dell’apprendimento della lingua inglese.