Home Pensionamento e previdenza “Quota 96”, la beffa infinita

“Quota 96”, la beffa infinita

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Per i “Quota 96” della scuola rimasti intrappolati nelle maglie della legge Fornero non sembra esserci via d’uscita. Se è vero che dei circa 4mila iniziali, a distanza di due anni, sarebbero rimasti ancora in servizio poco più della metà, almeno a detta dell’Inps, dai banchi del Parlamento continuano ad arrivare notizie avverso riguardo ad un provvedimento risolutorio.

Alla Camera, il 19 novembre è infatti arrivato un altro stop: stavolta riguarda un emendamento della Lega Nord al ddl Stabilità sull’accesso alla pensione proprio per chi reclama di lasciare il servizio da due anni. Davanti alla proposta, su cui c’era già il parere contrario di relatore e governo, c’è stato un braccio di ferro in commissione Bilancio tra coloro, tra cui anche il presidente Francesco Boccia, che chiedevano l’accantonamento dell’emendamento per una più approfondita riflessione, e il governo contrario all’accantonamento. Boccia aveva chiesto di “prendere in considerazione l’accantonamento. Mi auguro – ha detto – si arrivi a una soluzione, non è un problema di copertura ma di scelte”.

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Ancora una volta, però, ha prevalso l’opposizione al provvedimento. Il motivo? Il solito: la mancanza di soldi. In questo caso la copertura avrebbe “azzerato il fondo per la protezione dei richiedenti asilo”.

“Il governo è consapevole ed è impegnato ad affrontare il tema – ha detto il viceministro all’Economia, Enrico Morando – ma siamo in presenza di un emendamento con una quantificazione degli oneri corretta ma con una copertura che azzera il fondo rifugiati. La mia posizione è contraria, non mi assumo la responsabilità politica di accantonare l’emendamento con parere favorevole del governo”.

Per i “Quota 96” rimane comunque uno spiraglio: questa proposta, ha spiegato ancora, “così com’è fatta non va bene. Continueremo la discussione su questo tema quando affronteremo gli altri emendamenti” all’articolo 12 e all’articolo 28 che hanno una copertura diversa.

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Secondo il relatore Mauro Guerra (Pd) “non ci sono le condizioni per lavorare in questa fase a una soluzione positiva del tema. Ma auspichiamo che la questione venga affrontata se ci saranno le condizioni nel seguito dell’iter al Senato. Chiedo – ha detto – una riflessione da parte dell’esecutivo”.

L’impressione è che anche per gli altri emendamenti, che i deputati saranno chiamati ad esaminare nei prossimi giorni, non via sia scampo: per i “Quota 96” intrappolati la beffa non sembra ancora essere giunta al capolinea.

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