Home Politica scolastica ‘Quota 96’, precari e vincitori di concorso uniti: a settembre una manifestazione...

‘Quota 96’, precari e vincitori di concorso uniti: a settembre una manifestazione nazionale

CONDIVIDI

Erano tanti e di tutte le età i partecipanti alla manifestazione organizzata a Roma, in piazza Santi Apostoli, per rivendicare i pensionamenti dei ‘Quota 96’ e la stabilizzazione dei supplenti e dei vincitori di concorso: il 29 agosto, sotto un sole cocente, c’erano precari storici, vincitori senza cattedra e idonei dell’ultimo concorso per docenti. Alla protesta, “autorganizzata” dai comitati dei docenti e promossa dal comitato civico ‘Quota 96’, hanno aderito anche diverse sigle sindacali, come Cobas, Flc Cgil e Gilda. Pure la Cisl Scuola e l’Anief hanno speso parole di sostegno.

I partecipanti hanno urlato, con sottofondo di stoviglie e campanacci, tutta la loro rabbia. In tanti si sono alternati, con interventi tutti nella stessa direzione: le istituzioni ci stanno prendendo in giro, ma noi non ci stiamo. Dal palco romano hanno promesso nuove iniziative e mobilitazioni e hanno lanciato “un appello per una manifestazione nazionale da organizzare entro settembre”.

Le 100 mila assunzioni promesse dal Governo, ha detto la coordinatrice del gruppo di precari “Ora Basta!!!”, Rosaria Miranda, “al momento rimangono solo un annuncio. Fermeremo la protesta solo quando ci daranno qualcosa di concreto. Se si vuole svecchiare la scuola, non servono altri concorsi, basta assumere i precari”.

ICOTEA_19_dentro articolo

“Le graduatorie di merito sono ancora piene di vincitori senza cattedra e di idonei – ha osservato Angelo Palumbo, rappresentante degli idonei del concorsone del 2012 – il Ministero non bandisca nuovi concorsi. Siamo stati invisibili fino a maggio, non vogliamo rimetterci di nuovo la maschera”. Delusione anche per i ‘quota 96’, promotori dell’iniziativa di piazza.

“La nostra istanza è stata nuovamente rimandata”, ha detto Chiara Farigu in rappresentanza dei circa 4mila mila docenti penalizzati dalla riforma Fornero. “Dopo aver stralciato l’emendamento che ci assicurava la pensione dal decreto sulla Pubblica amministrazione – ha aggiunto Farigu – ci hanno promesso o un decreto ad hoc o un intervento nell’ambito del piano scuola. Ma finora non abbiamo visto nulla e oggi il piano scuola non verrà presentato in Consiglio dei ministri. Chiediamo la pensione almeno per dicembre. Il governo deve darsi obiettivi inferiori a quelli che annuncia, così forse riesce a raggiungerli. Mandi in pensione intanto questi 4 mila insegnanti e assuma i primi 4 mila precari”.

A sostegno dei ‘quota 96’ anche il magistrato Ferdinando Imposimato e Vittorio Lodolo D’Oria, esperto in malattie professionali degli insegnanti: “Eliminare le supplenze non ha senso – ha detto il medico esperto di burnout, commentando le indiscrezioni sul provvedimento – significa eliminare le malattie, quando nell’80% sono patologie connesse alla professione”. 

 

Intervento giudice Imposimato