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Quotidianità, riflessione e Shoah

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Che gli studenti degli Istituti professionali premano per la didattica in presenza lo dimostra un episodio davvero normale.

Un discente bravo dell’I.I.S “De Filippis-Prestia” di Vibo Valentia, preoccupato solo di occupare il suo posto sicuro ed esserci, nonostante le sue patologie—poteva quindi chiedere la DAD—è già alle 7.30 del 2 febbraio dinanzi ai cancelli con il freddo invernale che gli gela il viso. È arrivato in moto evitando di prendere i mezzi pubblici.

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Quanto centri il segno che noi insegnanti imprimiamo (dal lat. insĭgnare) nella testa degli studenti quando trasmettiamo il sapere è una buona domanda, specie perché è quella che ha anche guidato la partecipazione del nostro De Filippis-Prestia, il 27 Gennaio, alla Giornata della Memoria 2021.

L’Istituto ha promosso il ricordo e la riflessione sulla Shoah nonché sulle leggi razziali e su tutti quegli eventi che hanno caratterizzato la storia italiana, europea, mondiale di quegli anni. Si è trattato di un percorso portato avanti dagli studenti di tutti gli indirizzi che ha visto i soggetti coinvolti quali protagonisti di ricerche, riflessioni, confronti sulla tematica legata al contesto #scelgodiricordare ideato dall’Istituto stesso.

La Giornata della Memoria proprio nel corso della pandemia non poteva essere improvvisata né ridursi a un semplice ricordo. La contestualizzazione storica di quanto accaduto in un periodo ancora nebuloso—per non pochi elementi—è stato il punto di partenza per avvicinare giovani adulti a un passato sempre più lontano. Gli studenti hanno compreso che ci sono dei precedenti storici che hanno portato alla distruzione degli ebrei, e che tali realtà storiche si trovano pure in Italia. A questo sono stati utili i documenti conservati nell’Archivio dell’Istituto Luce, reperibili pure su YouTube, e che gli studenti hanno quasi toccato.

Nelle aule virtuali si è assistito alla trascrizione delle frasi che più hanno attirato la loro attenzione, si sono discussi i documenti stessi, si sono affrontati i rigurgiti odierni di quel “passato che non passa”—prendendo in prestito un’espressione di un famoso libro. È stata applicata una proiezione critica della realtà attuale partendo dalla storia che ci riguarda: il fascismo con Il discorso di Mussolini a Trieste del 18 settembre 1938 e il discorso del potere con Il discorso all’umanità, 1940, di Chaplin.

Le diverse attività di riflessione guidate dai docenti si sono tradotte in post, storie, corti, poster, video, collage, disegni, pubblicati sulle pagine social della scuola.

Docenti e alunni hanno virtualmente trascorso alcune ore a Fossoli, dove la Sale Scuola Viaggi ha celebrato l’evento con una diretta dal Campo con interventi di Marzia Luppi, Direttrice della Fondazione Fossoli, dell’On. Pierluigi Castagnetti, Presidente, e di altri esperti della Fondazione.

A Fossoli i ragazzi virtualmente ci sono stati: in pellegrinaggio e accompagnati dai docenti. Hanno meritato un attestato.

Il rischio che talvolta si corre è che giovani e adolescenti, se non preparati, senza cioè una contestualizzazione storica diluita nel tempo, possano capire ben poco e limitare la Shoah solo al 27 gennaio.

Non è stato così per gli alunni del De Filippis-Prestia di Vibo Valentia che, pur non divenendo forse mai (chissà!) degli studiosi della Shoah, non finiranno di certo per banalizzare o normalizzare la Shoah o addirittura negarla. L’antisemitismo e il negazionismo on line penetrano i nostri social e non solo in modo impercettibile. La Scuola può e deve offrire agli alunni la possibilità di cibarsi di altro on line. Specie della verità storica, ancor più se essa tocca la distruzione di uomini, come noi.

Maria Teresa Sirgiovanni