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03.04.2026

Ragazzo suicida per bullismo, la famiglia denuncia di nuovo la ds: “Non ha preso i giusti provvedimenti”, i messaggi audio

Continua l’iter giudiziario relativo alla vicenda del ragazzo suicida per bullismo, in provincia di Latina, lo scorso settembre. Com’è noto, nella scuola sono stati inviati gli ispettori del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che hanno deciso poi di sanzionare docenti e dirigente scolastica.

I genitori starebbero continuando la loro battaglia: come riporta Il Messaggero, una nuova denuncia con allegati due messaggi vocali di sette minuti che dimostrerebbero come il bullismo nella classe del ragazzo fosse ampiamente noto. La preside sarebbe stata accusata di falsa testimonianza.

La denuncia

Il riferimento è alla relazione degli ispettori ministeriali, acquisita formalmente dalla famiglia, nella quale ci sarebbero delle dichiarazioni incomplete o addirittura false in merito alla ricostruzione di alcuni fatti.

Il padre del giovane ha consegnato ai Carabinieri due messaggi vocali inviati dalla rappresentante dei genitori all’interno della gruppo chat della classe. Si tratta di due messaggi audio molto lunghi (3,28 minuti e 3,58 minuti) entrambi inviati il 25-02-2025, ritenuti di interesse investigativo.

Da questi messaggi, secondo la denuncia, emergerebbe un fatto importante: “La preside rimase negativamente sorpresa del comportamento dei ragazzi, in particolare di un gruppo di 4 compagni di classe, di cui non vengono indicati i nomi”. Si tratterebbe degli stessi compagni segnalati dalla famiglia del ragazzo.

Nella denuncia si arriva al punto chiave: “La preside suggerì soltanto di fare in modo di isolare i ragazzi rispetto alla classe, in modo da non farli sentire ‘leadership'”. Una sorta di consiglio per tentare di arginare il problema. “Come dirigente non prese provvedimenti adeguati né fece intervenire le dovute figure istituzionali nei confronti dei quattro, come previsto dalla legge”.

Secondo la famiglia del ragazzo, dopo l’episodio di aggressione fisica nei confronti del ragazzo, che fu “sbattuto” contro un muro, la preside “ribadì lo stesso concetto, ma senza prendere i dovuti provvedimenti, nonostante il rappresentante di classe avesse comunicato che spesso alcuni compagni ricorrevano all’uso delle mani”.

Le due indagini parallele

Sul suicidio sono aperte due indagini: la prima della Procura di Cassino che probabilmente chiuderà l’inchiesta per istigazione al suicidio nelle prossime settimane. La seconda è in mano alla Procura dei Minori di Roma che, dopo le anticipazioni del Messaggero, ha recentemente confermato di aver iscritto sul registro degli indagati 4 minorenni, che ora hanno tra i 16 e i 17 anni, accusati di atti persecutori.

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