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03.04.2026

Crepet ai docenti: “Lasciate che i ragazzi abbiano la loro vita. Stop ai social? Non diamo loro un’alternativa”

Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ripete le sue convinzioni come un mantra, in ogni intervista, ospitata televisiva o incontro a teatro. L’esperto se la prende spesso con i genitori, con uno sguardo disincantato e anticonformista.

In una intervista di qualche giorno fa a Il Messaggero, Crepet ha iniziato a parlare dei giovani di oggi: “Ho come l’impressione che questi giovani vengano invitati a cena quando il cuoco ha già mangiato tutto. Non gli diamo entusiasmo ma gli diamo la paghetta, gli prepariamo lo zaino, facciamo queste cose qui”.

“Siamo abituati ad accontentarci”

Ecco poi alcune battute sulla dipendenza da social: “Quello che mi fa paura non è certo lo strumento tecnologico in sé: se impedisco a uno studente di guardare i social, lui li guarderà lo stesso. L’angoscia nasce dal fatto che non gli diamo un’alternativa: se gli diciamo che quella cosa non si fa, dobbiamo dir loro anche quello che si fa. I social sono un passepartout per il nulla, ma noi cosa proponiamo?”.

Ecco un consiglio per genitori e docenti: “Lasciare che i ragazzi abbiano la loro vita. Che inventino, siano curiosi di cose che a noi non interessano, abbiano un punto di vista originale, perché anche la rivoluzione tecnologica è un modo per renderli più omogenei. A volte mi dicono che bisogna sperare nell’intelligenza artificiale buona. Ma io non so qual è quella buona o quella cattiva, so solo che bisogna incrementare quella umana”.

“In ogni campo, siamo abituati ad accontentarci, siamo un popolo orientato al 6 meno. Tempo fa si è parlato di educazione affettiva nelle scuole. Quello che so è che le scuole si sono riempite di psicologi, i ragazzi sono pieni di insicurezze, ansie, angosce. Solo che non si capisce se sia nato prima l’uovo o la gallina”, ha concluso.

“Dare un’onoreficenza alla docente accoltellata”

Qualche giorno fa Crepet, interpellato da Il Corriere della Sera, ha deciso di commentare il caso della docente accoltellata da uno studente, a scuola, in provincia di Bergamo. Al solito l’esperto non usa mezzi termini: per lui il tredicenne aggressore è il figlio “perfetto” di un sistema malato.

Intanto Crepet ha commentato la decisione del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di visitare la docente in ospedale: “Intanto, credo che il ministro abbia fatto una cosa molto giusta andando in ospedale ad assicurarsi sulle condizioni di una sua dipendente e dando anche un segnale. Detto questo, continuo a pensare che ci vorrebbe una bella onorificenza da parte del Presidente della Repubblica. Sarebbe un bel modo per dare una nuova visione dell’importanza della scuola”.

Ecco cosa, secondo lui, si dovrebbe fare: “Non ha senso agire all’ultimo secondo per prevenire i reati se non si fa nulla prima. Innanzitutto bisogna intervenire nella scuola, valorizzando la professione degli insegnanti e garantendo l’autonomia scolastica. E poi c’è quello che io chiamo ‘un vuoto artistico’ da riempire. I giovani oggi non hanno creatività. Una soluzione ce l’avrei: via i social per i tredicenni e facciamo convenzioni con artisti. Un mimo, un illustratore, una ballerina, un musicista: vengano a scuola ad aprire il cervello di chi guarda e ascolta”.

“O ancora: prevediamo un’ora a settimana nella scuole medie in cui si parta dalla dama e si arrivi agli scacchi. Sarebbe un ottimo modo per aprire le teste e liberare il pensiero. La nostra atrofia di adulti è ridicola e dannosa: oggi narrare e ascoltare è un gesto rivoluzionario”, ha aggiunto.

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