I prossimi 21 e 22 marzo le urne saranno aperte per il referendum della giustizia. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è apertamente a favore del sì. Come riporta Ansa, ha dato mandato agli Uffici Scolastici Regionali di effettuare i dovuti riscontri nel caso in cui arrivino segnalazioni di mancato rispetto della par condicio negli incontri che si stanno tenendo nelle scuole sul referendum.
Un’iniziativa duramente contestata dagli studenti della Rete della Conoscenza: “Guardiamo con preoccupazione a questi provvedimenti presi a una settimana dal voto”, “da giorni sui profili pubblici social del ministro compaiono reel e interviste dove afferma le ragioni del sì”, rimarcano, puntando il dito contro un “comportamento particolarmente incoerente”.
Intanto, ci sono i primi tre identificati per i cartelli raffiguranti la premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e bruciati durante il corteo romano per il No al referendum e contro la guerra: due provenivano da Padova e uno da Napoli.
Il responsabile del dicastero dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha detto qualche giorno fa che “se dovesse vincere il no vincerebbe il massimalismo, l’estremismo, la contumelia, l’insulto, la delegittimazione della persona“.
In precedenza, sempre il ministro Valditara aveva messo in guardia i dirigenti scolastici, e indirettamente i docenti, perché non cadano nell’errore di illustrare agli studenti un parere di parte sul prossimo referendum sulla Giustizia: ciò, ha sottolineato il titolare del Mim, potrebbe comportare l’avvio di un procedimento disciplinare e quindi delle sanzioni professionali.
“Sarò molto esplicito – ha detto Valditara commentando a Napoli i fatti accaduti in una scuola di Latina in cui si era svolto un dibattito sul referendum sulla riforma della giustizia a cui ha partecipato anche l’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris -: chiunque dovesse alterare la par condicio lo fa a suo rischio e pericolo e può incorrerein sanzioni disciplinari”.