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Regno Unito, la vendetta degli studenti

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webaccademia 2020
La vendetta è un piatto che va servito freddo, ma anche caldo non è poi così male per i molti studenti britannici che ogni giorno riversano sul web la loro acredine contro i professori. Il sito ratemyteachers.co.uk (do il voto ai miei docenti), durante gli appena quindici mesi di vita, è stato subissato dalle mails di oltre 17.000 studenti che non vedevano l’ora di potere dire ciò che pensavano dei loro prof, garantiti dall’anonimato e, quindi, senza censure. Ciò che in origine era stato concepito per avviare un dibattito costruttivo tra alunni e professori, un luogo virtuale in cui scambiare idee ed esprimere giudizi garbati e, soprattutto, argomentati sull’operato degli insegnanti, è diventato una sorta di pattumiera in cui gli studenti di tutto il Regno Unito versano quotidianamente tutta la loro rabbia contro le ingiustizie, vere o presunte, subite a scuola. Una rabbia che ha assunto varie sembianze, in un largo ventaglio che va dalle semplici parolacce fino alla diffamazione vera e propria. Riferisce il giornale britannico Scotland on Sunday che il preside di una scuola scozzese è stato fatto oggetto di un fuoco incrociato, con oltre venti messaggi calunniosi in cui lo si accusava di utilizzare per scopi personali i fondi scolastici o di non lavorare tutto il giorno preferendo giocare al minigolf. Qua e là, tuttavia, si incontra nel forum qualche anima buona che rimprovera i coetanei di prendersela con chi fa con coraggio e fatica il proprio lavoro, talvolta in condizioni ambientali difficili. Gli altri della lista, però, non danno molto peso a queste considerazioni. Forse pensano si tratti di un professore infiltrato che, grazie all’anonimato, tenta di commuovere gli studenti ribelli.
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