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Religione cattolica, concorso ordinario o riservato? E’ polemica fra i sindacati

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Come abbiamo scritto in precedenza, si attende il bando di concorso per i docenti di religione cattolica, che metterebbe in palio circa 4mila posti. Il concorso dovrebbe essere su base regionale e poi articolato secondo i numeri necessari in ciascuna Diocesi.

Le richieste dei sindacati e le proposte del Ministero

Già dalla scorsa estate è stato aperto un tavolo di confronto fra il gabinetto del Miur e i sindacati Cisl Scuola, Snals e FGU/Snadir.

Sul tavolo di confronto i sindacati avevano presentato alcune richieste precise, ovvero l’indizione di un concorso riservato e semplificato per stabilizzare gli insegnanti di religione che hanno avuto incarichi annuali, trovando comunque la porta chiusa del Ministero, che ha precisato di essere disponibile solo ad un concorso ordinario.

Il Miur, infatti, si legge su un comunicato congiunto della Cisl Scuola e FGU/Snadir, non ritiene possibile lo scorrimento della graduatoria del 2004 (cosa che richiederebbe un intervento legislativo, stante la sua validità limitata per legge a un triennio), né l’applicazione di una riserva di posti, nel prossimo concorso, per coloro che hanno conseguito l’idoneità concorsuale partecipando al predetto concorso del 2004.
Sarebbe invece valorizzato in sede concorsuale sia l’idoneità conseguita 2004 che il servizio prestato come incaricato di religione.

Scartata invece l’ipotesi di un concorso riservato – analogo a quello predisposto per i docenti di scuola secondaria ai sensi del DL 59/2017 – così come quella di un corso-concorso. A sostegno di ciò, il MIUR ricorda la legge 186/2003, in cui viene stabilito espressamente che soltanto il primo concorso bandito dopo la sua approvazione possa essere “riservato”, mentre per quelli successivi occorre seguire una procedura ordinaria.

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Pertanto, i sindacati in questione hanno deciso di proseguire la trattativa che se fosse stata abbandonata avrebbe avuto senz’altro ripercussioni negative sui docenti interessati.

Cisl Scuola e FGU/Snadir in polemica con lo Snlas

Ma pare si sia aperta una breccia fra i sindacati interessati: infatti, come riportano FGU/Snadir e Cisl Scuola, lo Snals non avrebbe rispettato l’accordo che aveva preso con le altre due sigle sindacali, ovvero starebbe pensando di abbandonare la trattativa che porterebbe ad un concorso ordinario, virando invece in direzione opposta, sposando le tesi, di ANAPS scuola, (Associazione nazionale autonoma professionisti scuola), che invece si oppone alla procedura ordinaria del concorso. In attesa di conferme da parte dello Snals, la nuova posizione del sindacato di Elvira Serafini emerge da un post dell’ANAPS che parla di un incontro avvenuto il 15 novembre  con lo Snals.

L’accusa che i sindacati “traditi” rivolgono allo Snals è quella di privilegiare “le proprie esigenze elettorali agli interessi del personale rappresentato”, facendo rifermento alle prossime elezioni RSU.
Certamente, un altro punto interrogativo su come potrebbero andare avanti la trattativa è dato dalle elezioni politiche, con il nuovo Governo che potrebbe anche rappresentare una svolta positiva per FGU/Snadir e Cisl Scuola. O per lo Snals.

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