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22.05.2019

Religione cattolica, un concorso riservato ai precari con 36 mesi di servizio: proposta del M5S

Sul precariato di religione cattolica arriva una proposta di legge da parte dei parlamentari Frate e Angiola del Movimento Cinque Stelle.

Concorso religione cattolica: la proposta del M5S

Il progetto di legge, riporta lo Snadir, propone l’indizione di un concorso riservato con la sola prova orale non selettiva per i docenti di religione cattolica con 36 mesi di servizio.

La graduatoria di questo concorso, che diventerà ad esaurimento, attribuirà un punteggio fino a un massimo di 100 punti, così suddivisi:

– 50 punti per il servizio prestato nell’insegnamento della religione cattolica,
– 20 punti ai titoli di studio,
– 30 punti riservati alla prova orale non selettiva, da svolgersi esclusivamente sui contenuti previsti dalla legge 186/2003.
L’organico dei posti è aumento in un triennio fino al 90% del totale dei posti complessivamente costituiti.
Lo scorrimento della graduatoria sarà effettuato sul 100% dei posti nel triennio 2019/2021; negli anni scolastici successivi, alla graduatoria ad esaurimento sarà attribuita una percentuale del 50%.

Concorso religione cattolica: si chiede la classe di concorso ad hoc

Bisogna anche dire che i successivi concorsi ordinari saranno banditi con cadenza biennale a partire dal 2021/2022.
Il testo prevede anche che il MIUR istituisca  – entro 60 giorni dall’approvazione della legge ­– la classe di concorso per l’insegnamento della religione cattolica.
Infine, il progetto di legge stabilisce che, in analogia con i docenti di altre discipline, la titolarità sia attribuita sull’istituzione scolastica.
Ecco il commento del sindacato Snadir: “la proposta di legge Frate-Angiola (M5S) è in linea con gli interventi già predisposti negli ultimi anni per sanare il precariato degli altri docenti e rappresenta quindi una giusta e indispensabile risposta anche per i precari di religione. Inoltre, assegnando la titolarità sulla scuola e istituendo la classe di concorso tale proposta dà una risposta concreta anche al personale di religione già in ruolo”.

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