Home Politica scolastica Renzi: “ascoltare non vuol dire assecondare per forza”

Renzi: “ascoltare non vuol dire assecondare per forza”

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“Ascoltare significa ascoltare, non assecondare per forza. Non è che o facciamo ciò che dice lei o non siamo democratici…”. Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un tweet di risposta di qualche giorno fa ad un follower.
Il ragionamento fila liscio se riferito ad una sola persona o ad un numero limitato di persone.
Invece diventa più complesso se chi invita i decisori politici alla condivisione di idee è la maggioranza di una categoria di lavoratori o di un popolo.
Ma facendo un passo indietro di circa un anno, riemergono altri episodi di un mancato ascolto della politica verso le istanze sociali dei cittadini, protagonista anche allora l’ex sindaco di Firenze.
Infatti in un articolo pubblicato il 9 agosto 2014 sul Giornale si scrive: “Un pomeriggio con gli scout. Il premier Matteo Renzi fa un tuffo nel passato nel parco di San Rossore, dove è in corso la Route Nazionale 2014 degli scout e assiste in prima fila alle votazioni per la definizione di una “Carta del coraggio” che domani i 30mila giovani faranno avere alle istituzioni”. Proprio in quella circostanza, secondo quanto riportato dall’articolo de Il Giornale, il premier disse: “Voi vi siete ascoltati, spesso la politica ha proprio questo problema: parla, parla, parla e non ascolta. Da cittadino vi dico grazie”.
Oggi, alla vigilia del voto al Senato del Ddl 2994, i docenti di tutte le scuole d’Italia stanno verificando sulla loro pelle professionale cosa vuol dire che la politica “parla, parla, parla e non ascolta“.
Ma questa volta gli insegnanti da cittadini italiani non ringraziano.