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Renzi, la scuola e la sfida per l’Europa sociale

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”Si è perso il senso della grandezza della sfida” che deve portare i giovani a considerare l’Europa ”non un contenitore strano ma un luogo per loro naturale”. Una ”sfida da vincere” avendo ”attenzione alla scuola, all’università e alla ricerca”.
Puntando sull’educazione dei giovani, sull’innovazione, sottolinea Renzi, si può costruire ” l’Europa sociale” con un sistema che garantisca veramente il diritto allo studio.
A questo proposito Renzi ricorda che ”Firenze è diventata grande nel Rinascimento perché’ la sua grandezza culturale è stata favorita dai banchieri fiorentini, che investirono in operazioni culturali significative. Denari – sottolinea – che vennero investiti in una gigantesca operazione educativa. Addirittura venne creato un meccanismo che permetteva a tutti di vivere la scuola come libertà”.
Se tutto questo accadrà, sostiene Renzi, ”il Pd sarà orgoglioso di fare parte” di questa Europa e ”lo sarà anche il governo che vuole arrivare al semestre di presidenza non solo avendo adempiuto agli obblighi ma per discutere di un nuovo modello di Europa”.
Ma per fare questo, avverte ancora una volta il premier, l’Italia ”dovrà’ mettere ordine tra le sue priorità di riforma:
riforme strutturali, dal lavoro alla giustizia;
nuova legge elettorale con riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione;
e infine quella gigantesca scommessa educativa, tecnologica sulla scuola a cominciare dal restituire agli insegnanti il valore che meritano”.
Parlando di scuola, Renzi cita John Kennedy ricordando i suoi interventi sul tema, ”compiuti non perché’ con obiettivi alla portata di mano ma perché’ era un obiettivo difficile sui cui dover convogliare le risorse Usa. Ecco – dice il premier – analoga cosa è per noi: l’Unione europea non è la causa dei suoi problemi ma il luogo della loro soluzione”.

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