Home Attualità Rientro a gennaio: ci vogliono tavoli provinciali funzionali, lo chiede l’ANP

Rientro a gennaio: ci vogliono tavoli provinciali funzionali, lo chiede l’ANP

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I tavoli provinciali da insediarsi presso le prefetture per gestire nel miglior modo possibile i complessi meccanismi del trasporto scolastico funzionano poco e male: l’accusa arriva dal Consiglio Nazionale dell’ANP che- dopo un incontro svoltosi proprio nella giornata del 18 dicembre – ha diramato un comunicato significativo.

“Le scuole – scrive l’ANP – quando sono state presenti all’interno di detti tavoli, hanno apportato un contributo determinante. Le esperienze di tali contesti territoriali, che si auspica possano essere generalizzate, dimostrano, nel metodo, un positivo cambio di paradigma sull’impostazione dei rapporti tra le amministrazioni e, nel merito, l’avvenuto riconoscimento delle istituzioni scolastiche quali interlocutori autonomi”.

“Il fatto è – ci spiega Mario Rusconi, presidente dell’ANP Lazio – che purtroppo le realtà in cui questo è avvenuto sono davvero poche; per quanto ne sappiamo il coinvolgimento delle scuole si sta realizzando in Piemonte e in provincia di Viterbo. Nel resto del Paese i prefetti sono fermi ad una lettura testuale del DPCM e convocano soltanto i dirigenti degli USR. E’ un vero peccato perché le scuole sarebbero davvero in grado di dare un contributo a gestire meglio il problema dei trasporti; penso soprattutto a molte scuole secondarie di secondo grado delle grandi città frequentate da 1.500 alunni: in questi casi l’organizzazione degli orari è molto complessa e solo i diretti interessati possono davvero rappresentare le esigenze di carattere organizzativo”.

“La recrudescenza dell’epidemia – si legge ancora nel comunicato – conferma, se ve ne fosse stato bisogno, il valore e la decisività dell’autonomia e della dirigenza per trovare soluzioni complesse a problemi complessi. In questo difficile momento, le istituzioni scolastiche autonome devono poter decidere le modalità di erogazione della didattica valutandone la fattibilità in base alla situazione del bacino di utenza. La dirigenza, sulla scorta della conoscenza del contesto, è in grado di modulare l’organizzazione del servizio raccordandosi con gli altri attori territoriali e può, al contempo, governare efficacemente i processi di apprendimento anche in condizioni di straordinarietà”.

Ma la questione ha una più ampia portata politica e istituzionale: “L’autonomia – conclude infatti l’ANP – concretizzando il principio costituzionale della sussidiarietà, consente di superare le rigidità del centralismo, intrinsecamente inidoneo a rispondere alle esigenze di una società complessa”.