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Rientro in classe, referenti Covid allo stremo e Asl al collasso. La gestione complicata del virus

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Il rientro in classe si avvicina e riveste sempre più importanza il ruolo delle Asl nel lavoro di tracciamento nelle scuole. Ma la mole di lavoro che si prospetta nelle prossime settimane, in piena quarta ondata, è tutt’altro che semplice da gestire. I presidi e i referenti Covid delle scuole continuano a segnalare le difficoltà che si continuano a vivere per un rientro tra i banchi sempre più complesso. Come evidenzia ‘Il Fatto Quotidiano’ proprio la categoria dei referenti Covid è allo stremo, senza giorni di riposo e perennemente in contatto con le Asl di riferimento.

Una situazione fuori controllo da quando i genitori non sono più obbligati a segnalare le positività o i contatti stretti. “Pensare ad uno screening al rientro è impossibile ed entro metà gennaio prevediamo il caos” affermano i referenti. Nessuno peraltro è in grado di dire quanti docenti mancheranno all’appello al rientro perché positivi o come contatti a rischio, poiché molti sono rimasti a casa in vacanza.  

Per tutelare la privacy inoltre le Asl non possono detenere elenchi di personale scolastico e degli alunni. Ma il problema principale per i referenti Covid è proprio il rapporto coi distretti sanitari definito complicato dagli stessi. Come detto, le Asl devono gestire una gran mole di lavoro e in media le risposte possono arrivare dopo 48-72 ore, peraltro solo via mail, visto che al telefono risulta impossibile il contatto.

I continui cambiamenti del protocollo da parte del governo complicano ulteriormente il lavoro dei referenti Covid chiamati a star dietro a regole che spesso non uniformi anche tra le varie Regioni. Intanto fra pochi giorni si tornerà in classe e ci si chiede se il tanto citato aiuto delle forze militari per il tracciamento sarà davvero tale per le Asl.