Il D.Lgs. 62/2024 si propone di superare il modello medico-legale della disabilità, adottando un approccio bio-psico-sociale in linea con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Sul piano dei principi, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) riconosce che si tratta di un avanzamento significativo. Tuttavia, l’organizzazione denuncia che “la distanza tra enunciazione normativa e concreta implementazione appare, allo stato, particolarmente marcata”. Numerosi snodi essenziali restano affidati a provvedimenti attuativi non ancora adottati, rendendo alcune disposizioni formalmente vigenti ma prive di immediata efficacia. Il CNDDU avverte che questa incompiutezza “rischia di produrre effetti regressivi, anche in presenza di finalità dichiaratamente avanzate”.
Sul fronte della figura dell’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione, la Federazione Gilda-Unams solleva da tempo una questione irrisolta: quella di un ruolo essenziale nel sistema scolastico italiano, ma ancora privo di un assetto normativo unitario e stabile su tutto il territorio nazionale. Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana, è netto: “Sono inaccettabili le condizioni, che da anni denunciamo, prodotte dalla frammentazione organizzativa affidata ad enti locali, cooperative e soggetti esterni. Una situazione che causa disparità territoriali, ritardi nell’assistenza, precarietà degli operatori e discontinuità educativa, ma soprattutto enormi danni agli studenti più fragili e alle loro famiglie”. La Federazione individua come irrinunciabili una formazione iniziale di qualità elevata, la chiarezza delle competenze tra docenti e personale ATA e la garanzia della continuità educativa.
Tanto il CNDDU quanto la Gilda-Unams convergono su un punto: servono certezze normative, non ulteriori rinvii. Il CNDDU ribadisce che “i diritti delle persone con disabilità non possono essere subordinati a una fase di transizione indefinita né affidati a margini eccessivi di discrezionalità.” Castellana va nella stessa direzione: “Per noi la soluzione più efficace resta quella di assicurare un sistema nazionale omogeneo, capace di coniugare qualità del servizio, dignità del lavoro e certezza delle risorse. Non servono interventi parziali o compromessi al ribasso, serve una riforma strutturale che ponga fine alle attuali disuguaglianze”. La Federazione Gilda-Unams chiede al governo una disciplina organica della materia, costruita ascoltando le organizzazioni sindacali e il mondo della scuola, per giungere a un modello efficace, sostenibile e rispettoso dei diritti di lavoratori e studenti. L’inclusione, conclude il CNDDU, “non rappresenta un obiettivo programmatico, ma un obbligo giuridico vincolante”.