Dopo due anni e mezzo di sperimentazione a livello nazionale, il primo gennaio 2027 entra in vigore definitivamente il decreto legislativo 62 del 2024, che, recependo pienamente i principi sanciti dalla convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità, supera la visione prevalentemente medico-assistenziale della disabilità per focalizzarsi sulla valutazione multidimensionale del funzionamento della persona.
La riforma introdotta dal decreto 62/2024 ha delle ripercussioni sul mondo della scuola e sul processo inclusivo nella misura in cui consolida il percorso già avviato negli ultimi anni attraverso l’utilizzo dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) e l’elaborazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) su base bio-psico-sociale, ma interviene sugli obiettivi volti non solo a garantire il diritto allo studio, ma a promuovere soprattutto il pieno sviluppo della persona lungo tutto il suo percorso di vita.
Tra le novità più rilevanti introdotte dal decreto, vi è il rafforzamento del “Progetto di Vita” individuale, personalizzato e partecipato, all’interno del quale s’inserisce il PEI (Piano Educativo Individualizzato) destinato a diventare il quadro di riferimento unitario all’interno del quale confluiranno gli interventi di natura educativa, sociale, sanitaria, assistenziale e, successivamente, lavorativa comportando una maggiore integrazione non solo tra scuola e territorio ma soprattutto con tutti i soggetti coinvolti nella presa in carico della persona.
Nella prospettiva di garantire il “Progetto di Vita” introdotto dal decreto 62/2024, la scuola dovrà adeguare i percorsi educativi e formativi in modo sempre più coerenti con gli obiettivi di autonomia, autodeterminazione e partecipazione sociale individuati nel “Progetto di Vita”, favorendo una visione di lungo periodo che accompagni l’alunno anche nelle successive fasi di transizione verso l’età adulta.
L’entrata in vigore della riforma non elimina la centralità del PEI (Piano Educativo Individualizzato), che continuerà a rappresentare il principale strumento di progettazione didattica e organizzativa per gli alunni con disabilità.
Tuttavia, il PEI dovrà integrarsi in maniera più stretta con il Progetto di Vita, contribuendo alla costruzione di percorsi educativi orientati non soltanto agli apprendimenti disciplinari, ma anche allo sviluppo delle competenze personali, relazionali e sociali.
La progettazione educativa dovrà pertanto, assumere una dimensione più ampia, capace di collegare l’esperienza scolastica agli obiettivi di vita della persona, favorendo processi d’inclusione autentica e non meramente formale.
Alla luce delle innovazioni introdotte dalla riforma assume particolare rilevanza un maggiore coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti, in questa prospettiva il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione), dovrà sviluppare e incrementare le modalità di confronto con famiglie, servizi sociali e strutture sanitarie.
In questo senso la responsabilità sull’inclusione non ricade esclusivamente sull’insegnante di sostegno, ma diventa un compito condiviso da tutto il consiglio di classe in coerenza con i principi già sanciti dalla normativa scolastica vigente.
L’attuazione del nuovo sistema richiederà un importante investimento nella formazione del personale scolastico al fine di migliorare la qualità dell’inclusione scolastica attraverso il consolidamento delle competenze dei docenti sulla progettazione didattica inclusiva, sull’utilizzo dei modelli bio-psico-sociali e sulla lettura dei profili di funzionamento oltre che nella costruzione del PEI, in un rapporto di collaborazione con famiglie, servizi sociali e strutture sanitarie nella gestione e nell’orientamento e accompagnamento al Progetto di Vita della persona disabile.