Dopo l’ordinanza con cui il TAR Lazio ha respinto la sospensiva e confermato la validità della riforma degli Istituti Tecnici, la Flc Cgil afferma di non volersi fermare. Attraverso una nota, il sindacato guidato da Gianna Fracassi chiede un incontro urgente al Tar:
“Confermiamo la decisione di proseguire, con la Rete Nazionale dei tecnici, la vertenza contro i decreti attuativi della riforma degli istituti tecnici e chiediamo udienza urgente, affinché la risposta della giustizia amministrativa possa intervenire in tempo utile rispetto all’anno scolastico in corso”.
“Non condividiamo – continua la nota – l’esito di questa prima decisione del Collegio e manteniamo ferme le ragioni dell’iniziativa intrapresa. Al centro della vertenza restano le modifiche ai quadri orari e alla distribuzione degli insegnamenti, nonché la tutela delle scelte compiute dalle famiglie al momento dell’iscrizione e le conseguenze dell’introduzione del nuovo ordinamento sui percorsi formativi già avviati”.
Per la FLC CGIL: “La conoscenza dell’esistenza di un progetto di riforma non equivale alla possibilità, per le famiglie e per le studentesse e gli studenti, di conoscere i contenuti effettivi del percorso scolastico al momento dell’iscrizione. Per noi la tutela dell’interesse pubblico comprende la qualità dell’istruzione e la continuità degli apprendimenti. Le scuole devono essere poste nelle condizioni di organizzare consapevolmente l’offerta formativa ed è un diritto di studenti e famiglie ricevere informazioni complete e tempestive sulle scelte che li riguardano”.
“Chiediamo inoltre al Parlamento, in sede di conversione del decreto-legge 170, e al Ministero, nel nuovo decreto sui quadri orari già annunciato, di introdurre finalmente misure transitorie e di recupero per le studentesse e gli studenti iscritti alle classi prime nel 2026/2027, che hanno scelto la scuola sulla base di un’offerta formativa poi modificata. Continueremo a sostenere le famiglie in sede legale e a portare avanti l’iniziativa sindacale in ogni sede per difendere la qualità dell’istruzione tecnica pubblica, i diritti degli studenti e le condizioni di lavoro del personale scolastico”.