La riforma degli istituti tecnici, di imminente attuazione, mette sotto pressione l’insegnamento della geografia nelle scuole secondarie italiane. A sollevare il problema è un’interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice Barbara Floridia, con altri firmatari, al Ministro dell’Istruzione e del Merito. Il documento, elaborato anche grazie al dialogo con l’AIIG – Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, chiede conto di tagli che potrebbero ridurre drasticamente le ore assegnate alla classe di concorso A021.
Il cuore della questione è il taglio delle ore: secondo l’interrogazione, i docenti della classe A021 negli istituti tecnici vedranno decurtate più del 40% delle ore di insegnamento. Negli istituti professionali, la disciplina è già oggi ridotta a un contingente variabile tra zero e due ore, distribuite nel biennio e condizionate dall’autonomia delle singole scuole. Il risultato pratico, denuncia il testo parlamentare, è che un docente di geografia può trovarsi a valutare oltre 400 studenti distribuiti in diciotto classi: una condizione senza eguali tra le altre discipline.
Nei dettagli della riforma emergono ulteriori criticità. Nel biennio AFM (Amministrazione, Finanza e Marketing), le sei ore di geografia esistenti – già ridotte rispetto alle nove originarie – saranno sostituite da un’ora di geografia più tre ore di geografia economica. Analoga frammentazione colpisce l’indirizzo turismo, dove le sei ore del biennio diventano un’ora di geografia e tre di geografia turistica. L’interrogazione sottolinea come questo smembramento della materia rischi di compromettere il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento, proprio in un momento storico in cui la geopolitica torna ad avere un peso crescente nelle relazioni internazionali.
I firmatari chiedono al Ministro di spiegare perché la geografia abbia subito tagli proporzionalmente più pesanti rispetto alle altre discipline e se si intendano adottare misure normative per tutelare la classe A021. Tra le proposte concrete figurano: la creazione di un corso di almeno due ore nel settore tecnologico-ambientale, per eliminare l’anomalia di una materia con una sola ora frontale in cinque anni; l’assegnazione esclusiva di tutte le ore di geografia negli istituti tecnici alla classe A021, senza le cosiddette “atipicità” che consentono ad altri docenti di coprire il ruolo; e una possibile estensione dell’impiego dei docenti A021 nell’ambito delle Relazioni internazionali. L’AIIG, che da anni monitora e documenta la progressiva marginalizzazione della disciplina, auspica che l’atto parlamentare apra una riflessione più ampia e concreta azioni di tutela.