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04.06.2026

Riforma istituti tecnici, la FLC CGIL propone emendamenti: “Serve uno slittamento di un anno”

Dopo lo sciopero nazionale del 7 maggio, la Flc Cgil ha elaborato una serie di emendamenti al decreto che ha introdotto la riforma degli istituti tecnici, chiedendo ai capigruppo di Camera e Senato un incontro urgente.

Rinviare la riforma e rivedere tutto

Secondo quanto dichiarato dal sindacato, la proposta centrale è lo slittamento di un anno dell’entrata in vigore della riforma, per consentire un ripensamento radicale del provvedimento. Il sindacato sottolinea che le scuole si troveranno a settembre ad affrontare un cambiamento strutturale di ampia portata, deciso tra la fase delle iscrizioni di gennaio 2026 e l’avvio delle lezioni, con tempi del tutto incompatibili con la complessità degli interventi. Ne sono derivati, sempre secondo la FLC CGIL, disorientamento negli organi collegiali, tensioni organizzative e un diffuso senso di incertezza tra il personale scolastico. Tra le altre modifiche proposte, il sindacato chiede di eliminare la flessibilità territoriale introdotta dal decreto, ritenuta un rischio concreto di frammentazione e di avvio verso una piena regionalizzazione del sistema, a scapito dell’unitarietà dell’istruzione tecnica su scala nazionale.

No ai tagli agli organici

La FLC CGIL chiede inoltre di mantenere gli organici attuali, vietare l’accorpamento degli insegnamenti e salvaguardare il monte ore delle singole discipline. La riduzione complessiva delle ore, si afferma, si traduce direttamente in perdita di posti di lavoro e in un impoverimento dell’offerta formativa. Il sindacato chiede anche di eliminare la possibilità di avviare i percorsi di formazione scuola-lavoro già dalla seconda classe del primo biennio, giudicando prematuro un orientamento professionale prima che gli studenti abbiano acquisito solide basi culturali. Per la FLC CGIL, interventi parziali limitati al solo prossimo anno scolastico non sarebbero risolutivi: senza modifiche strutturali, si tratterebbe soltanto di misure di contenimento del danno.

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