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02.05.2026
Aggiornato alle 17:36

Riforma istituti tecnici: raggiunto accordo su organici, tavolo aperto il 6 maggio

Dopo mesi di tensioni e la proclamazione dello stato di agitazione da parte di cinque sigle sindacali, arriva una prima risposta del Ministero dell’Istruzione alle preoccupazioni del personale docente degli istituti tecnici. L’intesa raggiunta lo scorso 8 aprile in sede di conciliazione inizia ora a tradursi in atti concreti, aprendo una nuova fase di confronto sulla riforma dei percorsi di istruzione tecnica e professionale.

Niente perdenti posto per il 2026/27

Il nodo più urgente riguardava gli organici. CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF avevano proclamato lo stato di agitazione temendo che l’avvio dei nuovi percorsi, previsto per il prossimo anno scolastico, potesse generare situazioni di soprannumerarietà tra i docenti in servizio. Su questo fronte, l’accordo dell’8 aprile ha prodotto un risultato tangibile: nelle disposizioni sulla formazione degli organici 2026/27 è stata inserita la possibilità di costituire cattedre interne anche con un orario inferiore alle 18 ore settimanali. La misura, ribadita nelle indicazioni agli Uffici Scolastici Regionali, garantisce che tutte le attuali titolarità vengano confermate per il prossimo anno, senza che nessun insegnante perda la propria sede a causa dell’introduzione dei nuovi percorsi.

Il DM 29 sotto esame

Sul fronte normativo, il confronto si concentra ora sul DM 29 del febbraio scorso, decreto applicativo del D.L. 144/2022, che ha definito i quadri orari e l’impianto organizzativo della riforma. Le organizzazioni sindacali hanno ricevuto la convocazione formale per un primo incontro del tavolo tecnico, fissato per giovedì 6 maggio alle ore 12. L’obiettivo dichiarato è individuare modifiche adeguate al decreto, così da superare le criticità emerse già in questa prima fase applicativa. CISL Scuola, in particolare, aveva più volte espresso perplessità e dissenso sull’impianto complessivo della riforma, sollecitando interventi correttivi anche di natura legislativa. Il tavolo del 6 maggio rappresenta dunque l’avvio di un percorso che potrebbe portare a una revisione dei quadri orari e, più in prospettiva, a modifiche dello stesso decreto legislativo 144/2022.

Una riforma ancora in costruzione

Il percorso aperto dall’accordo di aprile segnala che la riforma dell’istruzione tecnica è ancora in una fase fluida, con margini di intervento che le parti sociali intendono presidiare. Il confronto avviato con il Ministero non si esaurirà con un singolo incontro: l’intesa prevede espressamente che dal tavolo possano scaturire indicazioni per ulteriori modifiche legislative, segno che l’architettura normativa attuale è considerata perfettibile da più parti. Per i docenti degli istituti tecnici, il messaggio più atteso resta comunque quello sulla stabilità occupazionale: per il 2026/27, almeno, le garanzie sembrano esserci. La partita sul medio periodo, invece, si gioca proprio a partire dal 6 maggio.

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