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Prima Ora | notizie di giorno 8 luglio

Riforma del reclutamento universitario, la Camera dà il via libera: Flc Cgil, “È regressiva”

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la legge, proposta dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e già passata al Senato a dicembre, che modifica accesso, valutazione e reclutamento di ricercatori e docenti universitari. Il governo la presenta come strumento per ridurre l’eccesso di candidati abilitati e i casi di nepotismo, ma il provvedimento è stato criticato da sindacati, associazioni e 144 società scientifiche.

Le critiche della Flc Cgil

Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, parla di “una riforma regressiva che si adatta all’università piccola e sottofinanziata delineata in questi anni dalle politiche dell’attuale governo e lascia spazio solo ai modelli dequalificanti degli atenei telematici e profit. Serve un cambio di passo immediato”. Secondo la sindacalista, il testo “condensa gli elementi peggiori della storia dell’accademia italiana. Non elimina la parte peggiore dell’Abilitazione Scientifica Nazionale e non supera la logica distorsiva del publish or perish, ma la estende attraverso i cosiddetti requisiti di ingresso”.

Sorteggio dei commissari e discrezionalità

Fracassi entra nel merito delle nuove procedure: “Nonostante il sorteggio dei commissari, la riforma localizza la selezione profilandola su specifici ambiti disciplinari. Al tempo stesso, aumenta la discrezionalità delle valutazioni introducendo una discussione orale e una lezione dimostrativa calibrate proprio su quegli specifici temi”. Per la segretaria generale, le relazioni tecniche di accompagnamento alla legge svelerebbero i veri obiettivi del testo: “ridurre il contenzioso, gestire l’espulsione definitiva di larga parte dei 35mila precari reclutati in questi anni e cancellare le speranze delle decine di migliaia di abilitati”.

Le richieste del sindacato

Fracassi rivendica le proposte avanzate dal sindacato in questi mesi: “È sempre più urgente ridare respiro e sviluppo al sistema universitario pubblico, come abbiamo proposto in questi mesi chiedendo il sostanziale incremento del Fondo di Finanziamento. È necessario un piano straordinario di stabilizzazione e allargamento degli organici, il superamento dei numeri chiusi e dei semestri filtro, l’abbattimento delle tasse studentesche e l’incremento del diritto allo studio”. E conclude: “Su questi obiettivi proseguirà la nostra iniziativa, verso il governo in carica come verso qualunque altro lo sostituisca nel futuro”. La riforma prevede tra l’altro la sostituzione dell’Abilitazione Scientifica Nazionale con un’autocertificazione, misura che secondo l’esecutivo eviterebbe false aspettative nei candidati.

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