Home Politica scolastica #riformabuonascuola alla Camera, le prime reazioni

#riformabuonascuola alla Camera, le prime reazioni

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Massimo Di Menna, segretario nazionale Uil-Scuola

Il DdL scuola è stato presentato oggi alla Camera. E sempre oggi il sottosegretario Faraone, intervenendo in Molise, ha sostenuto che “una riforma non può accontentare tutti”. Il punto è che il testo proposto, scontenta proprio coloro, gli insegnanti, che ogni giorno sono alle prese con i ritardi del nostro sistema facendo grandi sforzi per assicurare comunque qualità.

A partire dal merito. 

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Dopo una prima proposta, offensiva, quella della “raccolta punti” che costringeva gli insegnanti a cambiare scuola alla ricerca di quella dove c’erano colleghi con punti più bassi, proposta poi ritirata, ne è arrivata una seconda, sbagliata, che prevedeva di dare 16 euro di aumento per il merito prendendo i soldi dagli aumenti per anzianità. Anch’essa, dopo le nostre pressioni, ritirata.

Ora c’è il terzo tentativo che non riscuote alcun consenso e non trova neanche un insegnante favorevole: assegnare un budget finanziario al dirigente scolastico che, in solitudine, decide a chi assegnare l’aumento.

Anche questa è da ritirare c’è una strada da seguire per riconoscere e valorizzare l’impegno, la professionalità, le opportunità di carriera, con consenso: avviare il confronto con il sindacato per il rinnovo del contratto scaduto da 9 anni, come chiesto dalle 400 mila firme consegnate a Palazzo Chigi. 

 

Mimmo Pantaleo, segretario nazionale Flc-Cgil

I contenuti del disegno di legge sulla scuola riducono i diritti, mortificano la partecipazione e la democrazia, mettono in discussione la libertà di insegnamento e intervengono a gamba tesa su materie contrattuali. Le deleghe in bianco al Governo sono troppe e illimitate e riguardano aspetti rilevanti come la didattica, la valutazione, il diritto allo studio.

Il piano per garantire le 150mila immissioni in ruolo promesse deve essere attuato con un provvedimento d’urgenza, insieme a un piano pluriennale di stabilizzazioni per docenti e Ata. Le problematiche del personale Ata non possono continuare a essere ignorate. Molti dei provvedimenti contenuti nel disegno di legge violano i principi e i valori della Costituzione. Occorre perciò un radicale cambiamento come indicato dalle organizzazioni sindacali.

La Flc-Cgil ha commentato punto per punto il provvedimento e resta molto critica sull’impianto generale di questa ennesima riforma.

 

Laura Bignami, senatrice Movimento X

Accolgo con favore le parole del sottosegretario Faraone, circa la volontà di incentivare la formazione specifica degli insegnanti di sostegno in relazione alla disabilità degli studenti.

In questa linea va il disegno di legge presentato in Senato a mia prima firma, e sottoscritto da numerosi colleghi, che colma molte lacune in tema di integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali.

Nel testo presentato prevediamo che i corsi di specializzazione per i docenti di sostegno e per gli educatori scolastici abbiano una parte di ore differenziate in base ai diversi tipi di disabilità.

Inoltre, stabiliamo che il dirigente utilizzi come criterio per l’assegnazione degli insegnanti di sostegno agli alunni, l’esperienza maturata negli anni sui diversi tipi di disabilità. Così, ad esempio, chi avrà lavorato per più tempo con studenti autistici avrà la priorità ad essere assegnato a chi presenta questo tipo di disturbo, nel quale avrà acquisito maggiori competenze.

Ci auguriamo che durante l’iter parlamentare il Governo accolga le proposte che giungeranno dalle opposizioni per arrivare ad un lavoro condiviso su un tema di assoluta priorità.

 

Elena Centemero, deputata Forza Italia

Finalmente domani il DdL Buona scuola inizia un iter parlamentare che avrebbe dovuto prendere il via già diverso tempo fa, ma resta la preoccupazione per i tempi di approvazione di un provvedimento che ha già accumulato un grave ritardo.

La ministra Giannini scandisce un cronoprogramma che non basta ad escludere il rischio di non chiudere in tempo per consentire le immissioni in ruolo necessarie al regolare avvio dell’anno scolastico. Non solo, infatti, il Parlamento ha il diritto e il dovere, su un tema importante come l’istruzione, di condurre una riflessione approfondita, ma vanno anche considerati i tempi dell’Amministrazione necessari per rendere effettive le nuove assunzioni.

 

Parlamentari del MoVimento 5 Stelle in Commissione Cultura

Attraverso l’intervento del capogruppo in Commissione Cultura del M5S in Aula, abbiamo appena chiesto ufficialmente al presidente della Camera di sottoporre al parere dell’Assemblea la diversa assegnazione di una parte del DdL sull’istruzione. In particolare, chiediamo che la parte del provvedimento relativa all’assunzione dei docenti per l’anno scolastico 2015/2016 venga separata dal resto del Ddl e assegnata alla Commissione Lavoro.

Valutiamo positivamente l’odierna l’apertura del Pd in Commissione rispetto alla nostra proposta di separazione del provvedimento, che avanziamo da settimane, per far “camminare” più velocemente la parte relativa al reclutamento dei docenti. Scopriremo in tempi brevi se questa posizione si tradurrà in atti concreti o se faranno marcia indietro.