BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
Aggiornato il 25.03.2026
alle 16:06

Rinnovo contratto scuola, aumenti per i docenti: ecco tutte le cifre, previsto anche una tantum per gli Ata

Rinnovo contratto scuola, a che punto siamo? Ieri, 24 marzo, alle ore 14:30, si è svolto il secondo incontro relativo alla trattativa dele CCNL personale comparto Istruzione Ricerca 2025 – 2027, dopo quello di apertura che si è tenuto lo scorso 11 marzo.

Il resoconto Cisl

Ecco il resoconto della Cisl Scuola: “L’Agenzia ha dato conto delle risorse disponibili per il rinnovo riguardante il triennio 2025-2027, delineando la prospettiva di un incremento retributivo pari al 6%, corrispondente a un incremento medio di 130,70 euro mensili (lordi per tredici mensilità). L’aumento andrebbe ovviamente ad aggiungersi a quello recentemente corrisposto in via definitiva per il triennio 2022/24”.

Ribadito che l’intenzione condivisa dalle parti è quella di procedere prioritariamente al rinnovo della parte economica, per passare successivamente a quella normativa, questo il quadro in dettaglio delle proposte formulate dall’ARAN:

  1. Utilizzare pressoché interamente, tenendo conto delle diverse decorrenze (1/1/2025, 1/1/2026 e 1/1/2027) le risorse disponibili; 
  2. destinare le risorse prevalentemente alla rivalutazione delle voci fisse dello stipendio tabellare. Per la scuola, in questo modo, più del 96% delle risorse disponibili viene utilizzato per la rivalutazione della retribuzione tabellare (escluso accessorio); 
  3. garantire un incremento, in valori assoluti, in linea con quello del CCNL 2022/24.

Per il settore scuola, tutto ciò si traduce in un aumento medio della parte tabellare della retribuzione pari a 130,70 euro medi mensili a regime (lordo dipendente), da cui va detratta l’IVC già corrisposta in busta a partire da aprile 2025.

Per quanto riguarda le voci accessorie, la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) viene incrementata di 5,85 euro mensili, il Compenso Individuale Accessorio (CIA) del personale ATA di 4,52 euro mensili e l’indennità di direzione fissa di 9,35 euro (sempre lordo dipendente).

Residua una parte molto limitata di risorse (meno di 20 milioni), a disposizione per effettuare eventuali ‘aggiustamenti’. In base a quanto riferito dall’ARAN, restano ancora a disposizione circa 36,9 milioni per il personale ATA, derivanti dallo slittamento dell’applicazione dei nuovi ordinamenti professionali (che, per effetto del D.L.19/2026, troveranno applicazione a partire dal 1° settembre 2027).

Sulla base degli importi stimati, è ipotizzabile la maturazione di arretrati che alla data del 30/06/2026 potrebbero ammontare a circa 800 euro medi pro capite (lordo dipendente). Tenuto conto degli elementi di forte criticità legati alle gravi tensioni internazionali, la conclusione della trattativa sulla parte economica non esclude la necessità di rivendicare il reperimento di ulteriori risorse per fronteggiare eventuali fiammate inflattive”.

Le parole di Gianna Fracassi (Flc Cgil)

Ecco il comunicato della Flc Cgil: “Per il settore scuola è previsto un incremento medio mensile degli stipendi tabellari di 130,7 euro (5,9%) più un ulteriore aumento di 5,5 euro medi (2,6%) da destinare a Rpd/Cia/ Indennità di direzione DSGA, per un incremento totale di circa 136 euro medi mensili. Per il personale Ata sarà previsto anche un una tantum (circa 100 euro) derivante dai risparmi per il rinvio al settembre 2027 dell’avvio del nuovo ordinamento professionale Ata già previsto dal CCNL 2019/21.

Nel suo intervento, Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL, ha apprezzato il fatto che – come da noi richiesto – le risorse disponibili vengano pienamente utilizzate per garantire gli incrementi stipendiali del personale e in particolare nel tabellare. L’incremento previsto rappresenta una tutela essenziale rispetto all’inflazione stimata per il triennio in un contesto politico ed economico che rischia di essere particolarmente penalizzante per la capacità di spesa dei lavoratori.

La Segretaria della FLC CGIL ha inoltre ribadito che, per una reale valorizzazione di tutte le professionalità operanti nel comparto sono necessari stanziamenti aggiuntivi – a partire dalla prossima legge di bilancio –  che vadano oltre la mera copertura del costo della vita anche per colmare il differenziale retributivo con gli altri settori della PA prevedendo un apposito fondo perequativo per mettere fine alla discriminazione retributiva sofferta dal personale del comparto. 

In particolare per il settore Scuola è stata rappresentata la necessità di rafforzare economicamente le retribuzioni più basse a partire dal personale Ata, valorizzando tutte le professionalità, assistenti tecnici e amministrativi, Dsga e collaboratori e valorizzando la nuova figura degli operatori. Inoltre vi sono le rivendicazioni storiche del settore scuola: oltre al gap economico da colmare con il resto della pubblica amministrazione, l’introduzione dei buoni pasto, il ripristino del primo gradone retributivo, il ruolo unico, il recupero dell’anno 2013, innalzare tutte le indennità compresa quella di direzione, e aumentare il compenso per le ore aggiuntive etc… Tutte richieste per cui sono necessarie ulteriori risorse aggiuntive.

La Segretaria Generale ha anche evidenziato la necessità di introdurre una norma che, in analogia al resto del pubblico impiego e come già proposto dall’ARAN durante la discussione sul rinnovo precedente, consenta l’erogazione del buono pasto nelle giornate di lavoro agile per i settori che già usufruiscono di questo istituto (università e ricerca) e ha infine richiesto la completa erogazione delle risorse non utilizzate durante il rinnovo del CCNL 2019/2021 per il settore ricerca (il 5% dello stanziamento).

Inoltre è stata evidenziata la necessità di prevedere il recupero dell’eventuale differenziale tra l’inflazione programmata (su cui si basano le tabelle attuali) e l’inflazione reale che si dovesse registrare al termine del triennio contrattuale.

In esito al confronto e alle osservazioni emerse, l’Aran si è riservata di presentare una nuova proposta corredata dalle tabelle aggiornate, necessarie per valutare la sottoscrizione dell’ipotesi di contratto. La riunione è stata aggiornata al prossimo 1° aprile”.

Le parole di Castellana (Gilda)

Ecco le parole del coordinatore nazionale della Gilda Unams Vito Carlo Castellana: “Dall’incontro all’ARAN oggi sono emerse le tabelle stipendiali e quello che è previsto per il rinnovo contrattuale 2025-27. Ovviamente, con i contratti così fatti non si risolve nulla perché devi prendere atto di quello che è stanziato in Legge di bilancio. L’aspetto positivo di questo contratto è che non dobbiamo aspettare, a distanza di pochi mesi ci sono già buone possibilità di chiudere un contratto e di avere altri incrementi stipendiali che andranno almeno ad attenuare quella che è stata la spirale inflazionistica degli anni passati”.

“Fino ad oggi – afferma Castellana – pensavo che questo fosse un buon contratto per quanto riguarda l’incremento percentuale del 5,4-5,5% perché era abbastanza al di sopra dell’inflazione, ma negli ultimi 10-20 giorni purtroppo il mondo è cambiato e qui ci sono le preoccupazioni. Oltre agli aspetti economici che affronteremo a brevissimo, si pensa addirittura di chiudere il contratto il 1° aprile, quindi prima di Pasqua con anche gli arretrati previsti per tutto il personale della scuola.

Poi restano i nodi di sempre da affrontare: intanto il recupero dell’anno 2013, questo dev’essere chiaro ma anche la questione del precariato, soprattutto della parte normativa, dei docenti di ruolo e non di ruolo, ma anche per personale Ata, di ruolo e non di ruolo e poi chiarezza in tema di permessi, di part time e avere ben chiare le cifre che ci sono per la scuola e che tutto vada veramente nello stipendio perché è quello che serve per affrontare la vita di tutti i giorni”.

Aumenti stipendi, di quanto?

Come ricordato da ItaliaOggi, la legge di bilancio 2025 ha fissato per i rinnovi un incremento complessivo del 5,4%. Tradotto in busta paga, questo parametro porta ad aumenti medi lordi mensili di circa 143 euro per i docenti e 104 euro per il personale Ata. Per i docenti: l’aumento medio oscilla dai 110,16 euro per i neoassunti dell’infanzia e primaria fino ai 185,38 euro per i laureati della secondaria con oltre 35 anni di servizio. Per il personale Ata il valore medio di 104 euro varia dagli 85,77 euro per i collaboratori a inizio carriera fino ai 128 euro per un assistente amministrativo a fine carriera.

Dato che il nuovo contratto copre il periodo che parte dal 1° gennaio 2025, l’annunciata firma di aprile della parte economica farà scattare il diritto a recuperare quanto non percepito lo scorso anno. In un’unica soluzione, se tutto andrà bene già in estate, i dipendenti della scuola riceveranno una somma che comprende le 13 mensilità della prima tranche di aumenti prevista per l’intero 2025.

Le parole del ministro

Quando arriveranno i prossimi aumenti per docenti e ATA? In primavera, ci sono da attendere solo i tempi tecnici. A confermarlo, ai microfoni della Tecnica della Scuola, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, a margine del congresso Snals a cui ha partecipato il 19 marzo, a Roma.

Ecco cosa ci ha detto il ministro: “Record assoluto, non c’è mai stato un governo che abbia sottoscritto in una sola legislatura ben tre contratti e complessivamente saranno 416€ in media al mese di aumento. Ci sono anche degli arretrati per 557€ in media per il personale docente, un poco inferiori per il personale ATA”.

“Ma è la prima volta che garantiamo non solo continuità contrattuale ma anche un complessivo aumento. Ho chiesto proprio al Ministro Zangrillo e all’Aran di anticipare la parte economica, potremmo dire in primavera”.

L’annuncio di Naddeo

A voler chiudere il primo giorno del prossimo mese è l’Aran, come ha annunciato sempre il 19 marzo il presidente Naddeo: “La parte normativa seguirà quella economica: ci metteremo tutto l’impegno possibile”, queste le sue parole.

Ecco le parole di Valditara ai nostri microfoni sull’apertura del rinnovo del contratto scuola lo scorso 11 marzo: “Auspichiamo tempistiche molto veloci. Questo è il terzo contratto che andiamo a concludere in una legislatura. Sfido chiunque a trovare un Governo nella storia repubblicana che abbia concluso tre contratti per la scuola. Complessivamente saranno, sommando le varie risorse messe a disposizione dei tre contratti, saranno 416 euro al mese di aumento per il personale docente”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate