Home Archivio storico 1998-2013 Generico Rinnovo Rsu: voteranno anche i precari?

Rinnovo Rsu: voteranno anche i precari?

CONDIVIDI
  • Credion

A marzo, nelle scuole, si dovrebbe votare per il rinnovo delle Rsu e i sindacati si stanno già preparando alla scadenza.
Molto agguerriti sono alcuni piccoli sindacati di base che stanno meditando di mettere insieme un “cartello” per riuscire a superare il tetto del 5% e potersi finalmente sedere al tavolo delle trattative.
In realtà, però, poiché le norme non consentono di presentare liste riportanti il nome di o più sigle, la soluzione che si prospetta è quella di un lista Anief sulla quale dovrebbero convergere il Sisa (Sindacato indipendente scuola ambiente), Scuola Athena, Usi e Lisa.
“Per quanto ci riguarda – chiarisce Davide Rossi, segretario nazionale del Sisa – saremmo ben felici se anche altre sigle decidessero di aderire al cartello, sarebbe così possibile dare voce anche alle minoranze e consentirne l’accesso al tavolo delle trattative”.
La Flc-Cgil, per parte sua, ha già fatto sapere che intende rivendicare il diritto di voto e di rappresentanza dei precari.
“I precari – sostiene la Flc – devono potere eleggere ed essere eletti come delegati. Per questa ragione avanzeremo una precisa proposta alle altre organizzazioni sindacali sul regolamento per le elezioni delle RSU”.
Ma è difficile che l’appello possa avere seguito, perché una eventuale apertura ai precari potrebbe facilitare il superamento del tetto del 5% non solo da parte dell’Anief ma anche da parte di altre sigle (Cobas, Unicobas e CUB innanzititutto) e danneggerebbe indirettamente i sindacati maggiormente rappresentativi come Cisl-Scuola, Uil-Scuola e Snals.
A dire il vero c’è anche chi sta mettendo in dubbio il voto di marzo, come ad esempio Cisl-Scuola che preferirebbe aspettare a ottobre a dimensionamento avvenuto: in effetti votare a marzo potrebbe essere inutile soprattutto nella scuola del primo ciclo che nei prossimi mesi sarà travolta dallo tsunami della riorganizzazione della rete scolastica, con centinaia, migliaia di scuole medie e circoli didattici cancellati e sostituiti dai nuovi istituti comprensivi.
Almeno in un prossimo futuro le distanze fra i sindacati della scuola potrebbero insomma rimanere inalterate.