Home Attualità Ritorno 7 gennaio, Arcuri parla come Azzolina ma i dubbi rimangono

Ritorno 7 gennaio, Arcuri parla come Azzolina ma i dubbi rimangono [IL PUNTO]

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Si allarga il fronte che spalleggia la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel sostenere che si sta facendo di tutto per confermare il rientro in classe dal prossimo 7 gennaio degli studenti delle superiori (seppure al 75%). Accade nella giornata in cui la titolare del MI ha detto che c’è il “dovere come paese, riaprire le scuole superiori, più saremo responsabili e cauti durante le vacanze, più quell’obiettivo sarà realizzabile”.

Le convinzioni della Ministra

La Ministra ha aggiunto di sperare “fortemente che i tavoli prefettizi trovino le soluzioni. L’idea che la DaD possa sostituire la presenza è una idea rimasta nella testa di qualcuno che ha tutto l’interesse a dire che la didattica a distanza va bene”, ha concluso Azzolina.

È un dato di fatto, comunque, che il 17 dicembre si sono registrati oltre 18 mila nuovi contagi e ben 683 decessi. E sebbene l’indice di contagio sia sceso sotto quota 1, non si può non sottolineare che le persone che vengono a mancare per il Covid-19 sono oggi purtroppo molte di più della terza decade di ottobre, quando furono chiuse le attività didattiche in presenza nelle superiori.

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A sostenere la causa della ministra del dicastero di Viale Trastevere è stato anche il commissario straordinario Domenico Arcuri: in conferenza stampa ha dichiarato che “se passeremo un Natale buono (seguendo le indicazioni del prossimo Dpcm, ndr) penso che scongiureremo che la recrudescenza dei contagi metta in discussione la riapertura della scuola” il 7 gennaio prossimo

Province al lavoro

A dar manforte alla ministra sono state anche le Province, le quali per venire incontro alle esigenze dei tavoli dei Prefetti, previsti sempre dal Dpcm del 3 dicembre scorso, hanno fatto sapere che gli incontri tra le parti sono attivi da giorni e anche operativi.

Secondo fonti del governo, riprese dall’Ansa, in alcune province, in particolare in Toscana, Emilia-Romagna (con 200 autobus in più), ma anche in Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, i tavoli avrebbero già definito i piani operativi e sarebbero già in fase conclusiva.

Quelle in ritardo

In altre province, però, sarebbero ancora in corso lavori sul potenziamento del trasporto pubblico locale e sull’eventuale scaglionamento degli ingressi a scuola tra le 8 e le 10.

Ci sono province che stanno anche pensando di modificare gli orari di ingresso pure negli uffici pubblici.

In diversi tavoli sarebbero stati convocati anche rappresentanti degli studenti per sensibilizzarli e discutere insieme misure per evitare assembramenti fuori da scuola.

Toccafondi: si mantenga il Dpcm del 3 di dicembre

Chi si continua a sentire ottimista sul rientro a scuola anche alle superiori nella prima decade di gennaio è Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura. Che ha tirato per la giacca anche il premier: “Per riaprire le scuole, la ministra dell’Istruzione o il presidente Consiglio non devono scrivere letterine a Babbo Natale ma mantenere la decisione presa con Dpcm del 3 di dicembre nella quale si stabilisce che le scuole, tutte, riapriranno in presenza dal 7 di gennaio”, ha detto il renziano alla Camera.

Ma il “popolo” degli scettici a proposito del ritorno post-festività natalizie non demorde. Come Vincenzo De Luca, il presidente della Regione Campania, secondo iol quale “se riprenderà l’anno scolastico come si prevede, cosa per la quale io ho i miei dubbi, lo decideremo a inizio gennaio”.

Nencini scrive alla ministra

A porre dei dubbi è stato anche il presidente della Commissione Istruzione del Senato, Riccardo Nencini, che si è rivolto proprio alla ministra dell’Istruzione palesando “forte preoccupazione per i ritardi che si stanno accumulando, tali da compromettere il raggiungimento dell’obiettivo previsto. Genera perplessità il fatto che i tavoli coordinati dai prefetti, in particolare per organizzare il sistema trasporti, salvo che in poche realtà locali, non siano stati ancora convocati oppure si confrontino ancora su incerti dati statistici. Eppure non c’è più molto tempo”.

Secondo l’Ansa, ad esempio, in Piemonte il tavolo prefettizio sarebbe stato rinviato a lunedì 21 dicembre, dopo gli esiti del confronto Regioni-Governo di queste ore: non c’è ancora un quadro di riferimento abbastanza chiaro. A quel punto, però, considerando i pochi giorni di operatività che seguiranno, il 7 gennaio sarà davvero dietro l’angolo.

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