Home Pensionamento e previdenza Rivalutazione pensioni: legge incostituzionale?

Rivalutazione pensioni: legge incostituzionale?

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Si riapre nuovamente la questione dell’adeguamento delle pensioni più alte. Il Tribunale di Palermo dà torto al Governo.

La vicenda risale al 2011 quando il Governo varò il decreto legge 201 che prevedeva che le pensioni pari o superiori a 2 volte il minimo Inps non avrebbero potuto essere rivalutate rispetto al costo della vista.
La norma venne però successivamente dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale tanto che il Governo ha dovuto modificarla introducendo una nuova regola nel decreto legge 65 dello scorso anno.
Regola – tuittora in vigore – che prevede un adeguamento totale per le pensioni pari a tre volte il minimo Inps, e adeguamenti parziali via via inferiori fino ad escluderli del tutto per le pensioni pari a 6 volte il minimo.

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Nei mesi scorsi il CIDA, confederazione alla quale aderisce anche l’ANP, ha sostenuto un nuovo ricorso presso il Tribunale di Palermo che, il 22 gennaio scorso, ha accolto la tesi del ricorrente e ha chiesto l’intervento della Corte Costituzionale.
Nel caso in cui la Consulta dovesse accogliere il ricorso, il Governo sarà costretto a modificare nuovamente la legge, con esiti imprevidibili per i conti pubblici: in occasione della precedente sentenza, si parlava di un costo per le casse dello Stato di circa 10miliardi di euro e proprio per questo la legge venne modificata introducendo un meccanismo di rivalutazione parziale e progressiva.

 

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