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Roma, boom d’iscritti ai licei ma il Comune nega sedie e banchi utili. Rusconi (Anp): faranno lezione per terra!

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Nelle scuole italiane si perdono spesso studenti. Ma non in tutte. Vi sono degli istituti che vanno in controtendenza. Sono i licei, soprattutto quelli romani, dove si registra il record nazionale di scelte degli studenti che passano dalle medie alle superiori. In questi istituti, quindi, il numero di iscritti è in costante crescita. Al punto che gli uffici scolastici, per limitarne la crescita, hanno imposto una regola che vuole tante prime classi quante classi quinte sono uscite l’anno prima. Le scuole, comunque, accolgono più studenti possibili, visto anche che tra le performance che si valutano per verificare lo stato di salute degli istituti e le capacità dei presidi c’è anche il trend di iscritti. Ecco che allora le prime classi di queste scuole, a Roma ma non solo, sono composte anche da oltre 30 allievi.

È in questo quadro che desta sconcerto la decisione del Comune di Roma, guidato dalla sindaca ‘grillina’ Virginia Raggi, di comunicare alle scuole superiori rimane che “non essendo stati stanziati nel bilancio 2019 dell’ente gli specifici fondi necessari per l’acquisto degli arredi scolastici, il dipartimento non ha la possibilità di evadere le richieste di fornitura pervenute”. Insomma, i tagli agli enti locali si riflettono sulla gestione ordinaria delle scuole.

La denuncia Anp Lazio: pronti alla protesta

La denuncia è dell’Anp Lazio, capitanata dal suo leader storico Mario Rusconi: sulla base della comunicazione ricevuta dalla città metropolitana, che ha acquisito le competenze della ex provincia, sulla mancanza di fondi per le forniture alle scuole superiori della capitale, dobbiamo supporre che “diversi licei di Roma e provincia inizieranno l’anno scolastico con classi sprovviste di banchi e sedie”.

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Rusconi, che ha reso pubblica la lettera arrivata ai presidi dagli uffici della Città Metropolitana di Roma tramite l’Ansa, ha anche sottolineato che Roma Capitale ha fatto sapere che la mancata fornitura di banchi e sedia si realizzerà “anche a fronte di un incremento del numero di iscritti”.

Il presidente Anp Lazio annuncia battaglia: già pensa ad un flash mob (“penso a classi delle superiori che all’inizio dell’anno fanno lezioni seduti per terra”) o una manifestazione al grido di “meno sagre più sedie”.

La risposta a Roma Capitale: scelta inaccettabile

Rusconi ha anche risposto all’ex Provincia di Roma, spiegando che “la legge attribuisce alle città metropolitane e alle province la competenza quanto alla fornitura di arredi alle scuola: come si può fare didattica nelle scuole senza arredi a sufficienza o, in caso di necessità, senza possibilità di sostituzione di forniture usurate? I dirigenti scolastici faranno stare in piedi gli studenti per mancanza di sedie e banchi?”.

Ma siccome non si possono lasciare in piedi gli alunni, i presidi saranno costretti a comprare sedie e banchi con i già risicati fondi destinati al miglioramento dell’offerta formativa “che vengono assegnati alle scuole dallo Stato; ciò significa -spiega Rusconi – che un Ds, per acquistare banchi e sedie, è costretto a ridurre le spese per altre finalità, come potrebbe ad esempio essere l’implentazione di attrezzature multimediali”.

Morale: “per far sedere gli studenti…non si possono comprare i pc! Tutto quanto sopra non è legittimo e lede i diritti, in primis degli studenti, ed in secondo luogo dei Dirigenti scolastici che sono stati costretti ad un inutile lavoro aggiuntivo”.

Il Pd romano: si trovino subito le risorse

Sulla questione è immediatamente intervenuto il Partito democratico romano. “L’allarme lanciato dai presidi del Lazio è grave e conferma le incapacità della giunta Raggi anche alla guida della Città Metropolitana di Roma”, ha fatto sapere il segretario del Pd Lazio, senatore Bruno Astorre.

“Molti istituti superiori di Roma e provincia non avranno sedie e banchi richiesti dai plessi perchè non sarebbero previsti nel bilancio 2019. Chiediamo – conclude Astorre – che vengano reperite con urgenza le risorse per le scuole della Capitale e della provincia per rispetto degli studenti e del diritto allo studio”.

Dal Movimento 5 Stelle, invece, sinora non sono pervenute repliche.