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Rutelli divide il fronte anti-Moratti

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Che fine farà la "Riforma Moratti" se il centro-sinistra vincerà le elezioni?

"Verrà sperimentata e, se necessario, puntualmente modificata",
parola di Francesco Rutelli, leader della Margherita.
La dichiarazione di Rutelli, pubblicata qualche giorno fa sulle pagine del Corriere della Sera, suscita attacchi durissimi di una parte dell’opposizione ma di fatto spacca in due lo stesso centro-sinistra.
Non usa mezze parole Enrico Panini, segretario di Cgil-Scuola (anzi Flc, Federazione dei lavoratori della conoscenza, secondo la nuova denominazione):
"Insieme a decine di migliaia di lavoratori della scuola e a decine di migliaia di famiglie siamo convinti che ci sia ben poco da sperimentare; l’attuazione della legge Moratti sulla scuola concretizza l’obiettivo strategico di dare meno istruzione pubblica a tutti e quindi una legge così un Governo di centrosinistra non la deve sperimentare, la deve semplicemente abrogare".

Enigmatiche invece le dichiarazioni di Francesco Scrima: "come Cisl-Scuola abbiamo espresso la nostra contrarietà ad una riforma che non ha visto il coinvolgimento della scuola reale e dei suoi operatori; riduce l’offerta formativa e opera tagli del personale per autofinanziarsi; destruttura le migliori esperienze da tempo sperimentate ed attuate; introduce "selezione sociale" attraverso l’anticipo dell’iscrizione e la precoce "canalizzazione" al percorso secondario; non dà certezze sul destino professionale degli insegnanti".
Ma la conclusione appare piuttosto cauta:"Cisl-Scuola ritiene che le contrapposizioni politico-elettorali tra gli schieramenti non rendano un buon servizio alla scuola, che merita un’attenzione ed un confronto serio fuori da ogni strumentalizzazione".
D’altronde anche all’interno del centro-sinistra i commenti sono piuttosto variegati: Gavino Angius, capogruppo dei DS al Senato, si dice incredulo per le affermazioni di Rutelli, mentre Violante parla di osservazioni condivisibili motivando con il fatto che non è possibile fare e disfare le leggi in continuazione.
In realtà la sortita di Rutelli sta facendo emergere un problema politico di non poco conto: al momento attuale lo schieramento di centro-sinistra non ha ancora elaborato una posizione condivisa sui problemi della riforma della scuola e non è in grado di dare una risposta univoca alla semplice domanda "Che fine farà la riforma Moratti?".
E’ del tutto comprensibile che, in questa situazione incerta e non definita, i diversi esponenti dello schieramento si sentano liberi di esprimere la propria posizione, forse anche per "vedere l’effetto che fa".

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