Home Alunni Save the Children: i bambini delle periferie senza spazi vivibili

Save the Children: i bambini delle periferie senza spazi vivibili

CONDIVIDI
webaccademia 2020

Quasi un minore su quattro vive in famiglie che dichiarano di abitare in appartamenti umidi o con tracce di muffa alle pareti e sono un milione e trecento mila i minori le cui famiglie denunciano situazioni di sovraffollamento. Sono questi alcuni dei dati diffusi da Save the Children nel quinto Atlante dell’infanzia (a rischio) in Italia presentato a Roma ieri, 10 dicembre 2014, e intitolato “Gli orizzonti del possibile”. 

Il 37 per cento di tutti i minori italiani (3 milioni e 700 mila bambini e adolescenti) vive concentrata nel 16,6 per cento del territorio nazionale, cioè nelle città metropolitane, mentre un milione e mezzo di bambini crescono all’interno degli 11 grandi centri urbani con una popolazioni superiore ai 250 mila abitanti

Secondo il dossier un minorenne su quattro vive in “appartamenti inadeguati con stanze poco accoglienti e precarie”.

ICOTEA_19_dentro articolo

 

 

{loadposition articologoogle}

 

 

Circa 700 mila bambini e ragazzi, infatti, vivono in famiglie che dichiarano il loro appartamento poco luminoso, 1 milione e 300 mila in famiglie che denunciano situazioni di sovraffollamento, carenza di servizi e problemi strutturali, 2 milioni e 200 mila minori (quasi uno su quattro) in nuclei familiari che dichiarano di abitare appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitti che gocciolano.

Nel 2013, sono 65.302 famiglie che hanno ricevuto l’ingiunzione di sfratto per morosità, con un incremento dell’8,3 per cento rispetto al 2012, mentre 31 mila sono stati gli sfratti effettivamente eseguiti.

In media, tra i bambini fra 3 e i 10 anni, solo 6 su 100 utilizzano la “strada” per giocare (6,4 per cento), con picchi in Umbria (14 per cento) e Trentino, e deserti ludici nel Lazio (2,5 per cento), in Liguria, Piemonte e Campania”. Poco meglio le percentuali relativi ai cortili condominiali che sono uno spazio di gioco solo per il 25,5 per cento dei bambini (3-10 anni) con maggiore fortuna per i bambini dell’Emilia Romagna (39,2 per cento) e il picco in negativo della Basilicata (11,2 per cento). Prati o campi, infine, sono spazi ludici solo per un 14,2 per cento di fortunati, che diventano ben il 41,2 per cento nella provincia di Bolzano per assottigliarsi a uno sparuto 3,9 per cento in Sicilia.

I parchi pubblici restano lo spazio di gioco più frequentato (dal 38,4 per cento) dai minori nella fascia di età 3-10 anni, con, tuttavia, grandi differenze territoriali: mentre al Nord e al Centro vi fanno ricorso in media più di 2 bambini su 3 (e in quasi tutte le regioni del Nord più di 1 bambino su 2), al Sud, dove l’offerta di spazi attrezzati è sensibilmente ridotta, la fruizione dei giardini scende al 16 per cento e sale al 12 per cento la percentuale di bambini che gioca nei vicoli

CONDIVIDI
Preparazione concorso ordinario inglese