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Sbloccati i 500 milioni per le scuole paritarie

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  • GUERINI

Sbloccato il fondo nazionale per le scuole paritarie di 500 milioni e 530mila euro, relativo all’anno scolastico 2015-2016. Lo scrive L’Avvenire.

La Corte dei Conti ha registrato il decreto del Ministero dell’Istruzione con i nuovi criteri di riparto dei finanziamenti che ora potranno essere distribuiti alle scuole. La procedura aveva subito un rallentamento a causa di un ricorso al Tar dell’Aninsei, l’Associazione nazionale istituti non statali di educazione e di istruzione di Confindustria, relativo alle modalità di definizione dei criteri per la distinzione tra scuole profit e scuole non aventi fini di lucro.

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Per arrivare a questa distinzione, il Miur ha rispolverato un vecchio decreto del governo Monti, mai attuato, che fissa dei limiti massimi alle rette, oltre i quali gli istituti non possono più essere considerati non profit. Per la scuola dell’infanzia, la retta massima non dovrà superare i 5.700 euro l’anno, che salgono a 6.600 per la scuola primaria, a 6.800 per la media e raggiungono i 6.900 euro per le scuole superiori. Alle scuole che applicano rette non superiori a questi parametri e che quindi sono considerate senza fini di lucro, andrà l’80% del fondo di finanziamento statale, mentre il restante 20% sarà distribuito tra tutte le paritarie, senza distinzione. Secondo i calcoli del Miur, dopo la registrazione della Corte dei Conti, il riparto dei fondi tra gli Uffici scolastici regionali avverrà nelle prossime settimane, così da consentire alle scuole di ottenere i soldi prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.

La «completa applicazione» della legge 62 del 2000 sulla parità scolastica, è  sollecitata anche dal sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi. «È bene che siano stati sbloccati questi soldi – ricorda – che erano fermi non certo per volontà del Ministero. Le scuole erano giustamente preoccupate per i loro bilanci e a loro abbiamo dato una risposta positiva. Ma ancora non basta – rilancia il sottosegretario -. Ora lavoriamo per arrivare a un’effettiva parità scolastica».