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Sbloccati i fondi per pagare i supplenti

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Il vice ministro Mariangela Bastico ha evidenziato che i “tagli” del precedente Governo hanno provocato un debito sulla spesa corrente di circa 425 milioni di euro, “che grava come un macigno sul funzionamento della scuola stessa, fino a non rendere possibile il pagamento degli stipendi dei supplenti e degli insegnanti degli esami di Stato”.
“Più in dettaglio – precisa l’esponente diessina – tra il 2002 e il 2006 sono stati tagliati 494,4 milioni di euro (pari al 46,6%) per le supplenze brevi; per gli esami di Stato 106,4 milioni (pari al 72,6%) e per il funzionamento amministrativo e didattico 159,8 milioni (pari al 53%)”.
Definendo “più che giustificati gli allarmi che ci pervengono da più parti sullo stato di sofferenza economica delle scuole”, per i tagli degli anni passati ma anche per “meccanismi di trasferimento farraginosi e lenti” delle somme disponibili, Mariangela Bastico rende noto che, “per evitare che i debiti di ieri ricadano oggi sui ragazzi e sugli insegnanti”, il Ministero ha chiesto agli Uffici scolastici regionali e provinciali di accreditare immediatamente alle scuole le risorse disponibili nelle giacenze complessive delle contabilità speciali.
“Si tratta – afferma la rappresentante diessina – di somme importanti che possono costituire una copertura significativa dei debiti, soprattutto in relazione al mancato pagamento del personale”.
La Bastico ricorda, inoltre, che “è alla firma del Ministro dell’Economia il decreto di attribuzione diretta alle scuole dei 70 milioni di euro della legge sull’autonomia scolastica, che erano stati tagliati dal Governo Berlusconi per il 2006 e che ora, con la legge finanziaria, in aggiunta ai finanziamenti per l’anno 2007, vengono restituiti”.
Peraltro, “a questi provvedimenti straordinari ed urgenti – conclude il vice Ministro – si aggiunge la modifica, già operante per l’anno scolastico 2007/2008, del meccanismo di finanziamento alle scuole: i fondi assegnati, pari ad oltre 3 miliardi di euro, con un valore medio per ogni scuola intorno ai 300 mila euro, saranno accorpati in due soli grandi capitoli di bilancio (spese per il funzionamento amministrativo e didattico e spese per il personale), su cui le scuole potranno definire le priorità di spesa per l’attuazione del loro piano di offerta formativa e non subire, come ora, destinazioni vincolate e predefinite”.