Un gioco di pessimo gusto finito male. A inizio maggio, in una scuola primaria di Modena un alunno ha fatto al compagno di scuola, di undici anni, lo “scherzo della sedia”, facendolo cadere a terra spostando la sedia su cui si accingeva a sedersi. Il bambino si è fatto molto male, riportando un trauma cranico.
Come scrive Il Corriere della Sera, il ragazzino ha anche avuto crisi epilettiche come conseguenza della caduta. I genitori sono intenzionati a fare guerra alla scuola. Ma come sono andate le cose? La maestra ha avvisato prontamente la mamma dell’alunno, parlando di una caduta senza entrare nei dettagli; la donna si è recata nel plesso e ha trovato il figlio dolorante e confuso, reduce da una prima medicazione col ghiaccio fatta dall’insegnante.
In ospedale l’esito delle visite ha parlato di un trauma cranico commotivo che provoca un movimento involontario, una sorta di tic agli occhi. Nei giorni seguenti lo studente ha avuto forte afasia e crisi epilettiche. Ora il quadro clinico appare in netto miglioramento, anche se l’attenzione rimane alta dopo una lunga serie di visite e controlli.
La famiglia ha presentato un esposto alla Procura di Modena in cui si chiede di indagare su come maestra e scuola hanno gestito il tutto. Il compagno di classe avrebbe ammesso di aver commesso lo scherzo della sedia. “I miei clienti non sono a caccia di risarcimenti, altrimenti si sarebbero comportati in un altro modo. Vogliono solo che sia fatta chiarezza sui comportamenti. Hanno chiesto subito un confronto con la maestra e la preside, che però hanno eretto una sorta di muro. Dopo un primo momento di dialogo, hanno detto che per loro la vicenda era andata come nella prima ricostruzione”, ha detto il loro legale.
“Non è accettabile. Noi ipotizziamo che la maestra non fosse nemmeno in aula al momento dell’incidente. Questo è quello che ci ha detto il bimbo, la maestra si sarebbe allontanata con un cellulare un mano, quindi potrebbe essere andata a telefonare. Inoltre, nella prima ricostruzione non si parla dello scherzo e si parla di botte alla schiena. Una dinamica falsa che fa pensare che il bimbo abbia fatto tutto da solo”, ha aggiunto.