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Aggiornato il 14.08.2025
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Schlein: “Bisogna pagare di più gli insegnanti, tra i meno pagati d’Europa”

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein, in un’intervista a Adnkronos, ha affrontato numerosi temi di politica estera e interna: dal vertice Trump-Putin, alla guerra in Ucraina, fino alla situazione politica nelle regioni italiane e alle prossime elezioni. Ha criticato la linea del governo Meloni su diplomazia e pace, ha ribadito il sostegno a una sanità pubblica universalistica e ha rilanciato proposte su salario minimo, potere d’acquisto e politiche industriali.

Sul fronte scolastico, in risposta alle nuove riforme del ministro Valditara (5 in condotta e bocciatura, esame di cittadinanza, e stop ai cellulari), le sue parole sono nette: “È un ‘approccio securitario’. Solo quello. Un governo che punta alla repressione e non alla prevenzione, come nel decreto sicurezza e anche sulla violenza di genere. La scuola deve educare alla cittadinanza e allo spirito critico; non migliora irrigidendo le regole o guardando a un passato che non c’è più. Servono investimenti: all’Aquila, anni dopo il sisma, molte scuole non sono a norma. Bisogna pagare di più gli insegnanti, tra i meno pagati d’Europa, e rendere gratuiti libri di testo, mense e trasporto pubblico locale”.

Quanto alle risorse, ha aggiunto: “Con 500 milioni, in una manovra da 20 miliardi, si può fare. Invece hanno tagliato 6.000 docenti e approvato un dimensionamento che toglie autonomia alle aree più marginalizzate. La scuola è il primo luogo di emancipazione sociale e di pari opportunità per tutte e tutti”.

Il colloquio ha toccato anche la sanità, dove Schlein chiede di sbloccare il tetto alle assunzioni di medici e infermieri per ridurre le liste d’attesa, e il lavoro, con l’introduzione di un salario minimo a 9 euro lordi l’ora, una legge contro il part-time forzato e più sicurezza sul lavoro.

Sul piano internazionale, la leader dem ha espresso sostegno al riconoscimento immediato dello Stato di Palestina, ha chiesto sanzioni contro il governo israeliano e ha criticato l’intesa commerciale con gli Stati Uniti sui dazi, definendola “una resa”.

In chiusura, ha ribadito che la sua coalizione intende proporre un’alternativa “per” e non solo “contro”, puntando su sanità, scuola, lavoro, politiche industriali e diritti civili, per riconnettersi con gli elettori e costruire un progetto credibile di governo.

Manzi (Pd), servono investimenti, non tagli, accorpamenti e misure spot a costo zero

“Le parole di Elly Schlein sono chiare: alla scuola non sergono misure spot, servono investimenti. È ora di smetterla con i tagli mascherati da riforme e con un approccio che guarda alla scuola esclusivamente come luogo dove imporre ordine e disciplina, invece che coltivare crescita, inclusione e opportunità”. Lo scrive Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico

“Non si migliora la scuola solo con misure autoritarie, ma con più risorse. Quello che vediamo è un disegno chiaro: mentre si annunciano nuove regole sempre più severe per gli studenti, si tagliano cattedre, si accorpano scuole e si impoverisce l’offerta educativa. Il governo parla di merito, ma taglia gli strumenti che possono offrire a tutti e tutte reali opportunità: insegnanti, progetti, spazi”.

“Il calo demografico -prosegue la dem- è un dato di fatto, ma non può essere l’alibi per smantellare la scuola pubblica. I fondi che si “risparmiano” con meno alunni non devono essere dirottati altrove, ma reinvestiti nella scuola: per ridurre il numero di studenti per classe, potenziare l’organico, migliorare l’edilizia scolastica, garantire più tempo scuola e rafforzare il sostegno. È questo che chiedono famiglie, studenti e docenti. Serve un piano organico contro il caro-scuola: il Partito Democratico ha già presentato in Parlamento proposte concrete per garantire libri gratuiti, mense accessibili, trasporti agevolati per abbattere le disuguaglianze e sostenere davvero il diritto allo studio”.

“Gli organici docenti tagliati e la riduzione dell’organico ATA rappresentano una scelta miope. Servirebbe invece un grande piano di investimenti -anche dal punto di vista delle retribuzioni- per chi lavora ogni giorno nelle scuole che sono il primo luogo in cui si combattono le diseguaglianze. È il primo spazio di libertà e di emancipazione, come ha ricordato Schlein. Servono investimenti veri ma anche ascolto, rispetto e fiducia per chi ogni giorno lavora nelle nostre classi”. Così conclude la dem

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