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22.07.2026

Schlein: “Valorizzare tutto il personale scolastico, aumentare gli stipendi dei docenti avendo cura dei metodi di reclutamento”

Ieri, martedì 21 luglio, alle ore 15.30, presso la sede nazionale del Partito Democratico a Roma, si è tenuto il convegno “Il tempo della scuola. Più opportunità per tutti e per ciascuno“. Il dibattito introdotto da Irene Manzi, responsabile Scuola nella segreteria nazionale del partito, ha visto gli interventi di amministratori, docenti, associazioni e parlamentari del Pd.

A concludere ai lavori la segretaria Elly Schlein. Ecco il suo discorso: “Come Partito Democratico, abbiamo dedicato numerose iniziative alla questione della scuola e dell’educazione dell’infanzia, ponendole come priorità insieme all’università e alla ricerca. Da che tipo di scuola immaginiamo per il futuro passa l’idea di Paese che abbiamo: un Paese che non crede nella scuola non crede nel suo futuro. È da lì che si contrastano le diseguaglianze e la povertà educativa, invertendo una rotta che oggi vede la povertà trasmettersi di generazione in generazione. La scuola è il luogo dove riscattare il futuro delle persone, puntando sulla dignità e sulle pari opportunità.

Dobbiamo garantire a ogni bambina e bambino un’estate ricca di opportunità educative, culturali e relazionali, indipendentemente dal reddito familiare o dal luogo di residenza. Questo richiede una riflessione sul tempo pieno, che non è ancora una realtà garantita in tutto il territorio, ponendo un problema di coerenza con l’articolo 3 della Costituzione sull’eguaglianza sostanziale. Sappiamo che il tempo estivo non è uguale per tutti, ma non cerchiamo soluzioni calate dall’alto: vogliamo costruire risposte insieme alla scuola e alle famiglie attraverso il paradigma delle comunità educanti e dei patti educativi territoriali. Ascoltiamo ciò che ha funzionato bene nel Paese per renderlo un’opportunità per tutti. Siamo aperti a discutere anche del calendario scolastico, facendo emergere le soluzioni dal confronto con chi lavora nelle scuole e con i ragazzi.

Oggi le opportunità estive non sono accessibili a tutti a causa dei costi elevati, che nel privato possono raggiungere i 750 euro al mese per figlio. Il piano estate del Governo è arrivato tardi e male, raggiungendo solo un alunno su nove e lasciando le famiglie prive di reti di supporto in seria sofferenza. Ci sono 142.000 minori che vivono in aree di forte disagio dove l’abbandono scolastico è il doppio della media; molti giovani saltano la scuola perché non credono che essa possa garantire loro un futuro dignitoso. Questo nega la radice dell’articolo 34 della Costituzione. Non possiamo dimenticare i divari strutturali, come i ragazzi di Mazara del Vallo che fanno lezione in un garage da 15 anni. Serve investire in spazi nuovi, accoglienti e attrezzati contro i cambiamenti climatici, risolvendo il problema della mancanza di climatizzazione che colpisce soprattutto le famiglie in povertà energetica.

Crediamo nel rendere strutturali i patti educativi e i fondi necessari per farli vivere, evitando che le risorse vengano sprecate senza un ragionamento di lungo respiro. La coprogettazione deve coinvolgere educatori, pedagogisti e il terzo settore. Dobbiamo anche affrontare la grande questione della salute mentale e dei fenomeni di ritiro sociale come gli hikikomori, fornendo supporto psicologico all’interno delle scuole affinché le famiglie non siano lasciate sole. Dobbiamo valorizzare tutto il personale scolastico, aumentando gli stipendi degli insegnanti — tra i più bassi d’Europa — e avendo cura dei metodi di reclutamento e del personale ATA.

Insisteremo sulle nostre proposte di legge, sui temi dell’edilizia scolastica e sulla creazione di un tavolo permanente al Ministero dell’Istruzione con sindacati, associazioni e famiglie per evitare soluzioni inadeguate. Sogniamo una scuola che valorizzi le specificità di ciascuno, dove ragazzi e ragazze siano coprotagonisti del proprio percorso. Questo approccio è lontano da quello repressivo del Governo, come dimostra il DDL Valditara che ostacola la prevenzione del bullismo e della violenza di genere. Infine, riteniamo ipocrita aver aggiunto la parola ‘merito’ al nome del Ministero: prima di parlarne, bisogna assicurare a ogni bambino pari opportunità di accesso a un’istruzione di qualità. Questo è l’impegno che mettiamo al centro della nostra visione per un’alternativa”.

Le parole di Manzi (Pd)

Nella sua relazione introduttiva Manzi ha parlato del concetto di tempo a scuola, attuale soprattutto nel periodo estivo in cui si esacerbano le differenze socioeconomiche tra le famiglie che possono permettersi di lasciare i figli a grest o campi scuola e quelle che invece lasciano i figli in preda del summer learning loss.

Manzi ha detto che bisogna ragionare “sugli spazi scolastici per adeguarli ai nuovi bisogni della scuola”. “Serve l’impegno del Mim. Ma questo è un tema su cui il ministro rifiuta di parlare. L’aveva posto l’allora ministra del turismo Santanchè, che è paradossale”.

“Serve un tavolo per discutere anche del calendario scolastico, senza agire dall’alto che è il modo peggiore per intervenire sulla scuola. Sono temi complessi che coinvolgono più livelli ma che richiedono attenzione e azione”, ha concluso.

Le parole di Mammadimerda

La scuola è destinata quindi a rimanere immobile ai cambiamenti sociali? Al momento pare di sì, nonostante c’è chi si batte da tempo per cambiare il calendario scolastico. Questo è il caso del duo di mamme attiviste Mammadimerda, che anni fa ha lanciato una petizione che chiede l’apertura delle scuole anche nei mesi di giugno e luglio con attività extra scolastiche e conseguente rimodulazione delle pause durante l’anno.

Le attiviste, presenti oggi all’evento, hanno ribadito le loro idee, replicando alle obiezioni che spesso vengono poste alla loro proposta: “Il caldo? C’è troppo caldo e ce ne sarà sempre di più, bisogna pensare a una soluzione”.

“Non chiediamo più giorni di frequenza ma chiediamo di redistribuirli. Quando la scuola chiude bisogna rimpiazzare i docenti con gli educatori con proposte formative. Abbiamo riscontrato terrore da parte di docenti e genitori”, ha detto Francesca Fiore.

La sua socia Sarah Malnerich ha aggiunto: “Il problema riguarda le donne, il modello non esiste più, lo abbiamo ereditato dall’epoca in cui le madri stavano a casa. Il sistema si comporta come se fosse ancora così. Ogni estate il sistema chiede alle famiglie e alle donne di coprire di tasca propria un vuoto. Adattare gli edifici scolastici diventa un’emergenza, è già tardi”.

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