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Aggiornato il 25.10.2025
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Sciopero 3 ottobre: Commissione di Garanzia contro i sindacati, Salvini “soddisfatto”. Unicobas: “Abbiamo difeso la Costituzione”

Sullo sciopero del 3 ottobre scorso è battaglia politico-legale fra la Commissione di Garanzia e i sindacati.

Fin dal 2 ottobre la Commissione aveva già evidenziato l’irregolarità dello sciopero proclamato da Cgil, Usb, Cub, Sgb, Cobas, Cib Unicobas, Cobas Sardegna in quanto sarebbe stato violato l’obbligo legale di preavviso previsto dalla Legge 146/90 che consente la possibilità di effettuare scioperi senza preavviso solo «nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori».

Il Ministro Matteo Salvini aveva subito espresso la propria “soddisfazione” per la decisione della Commissione ma il leader della Cgil aveva ironizzato: “L’apertura di un procedimento da parte della Commissione di Garanzia, in presenza di una presunta violazione, è un atto previsto espressamente dalla legge. Stupisce l’euforia del Ministro: esprimere soddisfazione per l’apertura di un procedimento amministrativo equivale a confondere l’avvio di un processo con una sentenza definitiva”.

Nelle ultime ore è intervenuta anche CIB (Confederazione italiana di base) Unicobas a sottolineare l’irritualità della decisione della Commissione, accusata di aver avviato un procedimento “giuridicamente errato e politicamente repressivo”.

“Contestano uno sciopero che non abbiamo proclamato”, afferma il il segretario generale Stefano d’Errico sottolinea sottolineando come la CIB Unicobas non abbia proclamato alcuno sciopero nel settore dei trasporti, “proprio per evitare i rischi legati alla precettazione”.

Inoltre, Unicobas denuncia una confusione tra soggetti sindacali: “Il Garante ha scambiato l’Unicobas Scuola e Università – sindacato autonomo e distinto – con la Confederazione CIB Unicobas, che invece è la proclamante dello sciopero generale”, spiega d’Errico.

Entrando nel merito della contestazioni della Confederazione, d’Errico rivendica la piena legittimità della protesta, collegandola ai drammatici eventi del 1° ottobre, quando – secondo Unicobas – “lo Stato di Israele ha compiuto un’aggressione armata illegittima in acque internazionali contro imbarcazioni civili, tra cui diciotto battenti bandiera italiana”.
L’episodio, afferma il comunicato, avrebbe reso “necessario e urgente consentire ai lavoratori italiani di manifestare a difesa dell’ordine costituzionale e dei principi fondamentali della Repubblica”.

Il sindacato richiama diversi articoli della Costituzione – in particolare gli articoli 1, 2, 10 e 11 – ribadendo che lo sciopero rappresenta “uno strumento di tutela dei diritti inviolabili del cittadino, inclusi quelli di libertà, partecipazione politica e manifestazione del pensiero”.

La protesta del 3 ottobre aveva avuto un buon riscontro nella scuola (i dati ufficiali parlano di un partecipazione prossima al 10%), inferiore però a quella che si era registrata il 22 settembre quando era stato superato ampiamente l’11% nonostante che il minor peso complessivo dei soggetti promotori (mancava del tutto la Cgil di Maurizio Landini) e fra i sindacati di base erano presenti solamente CUB e USB.

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