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Aggiornato il 23.09.2025
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Sciopero, Galiano e la foto di bimbi a Gaza: “Se i disordini a Milano ti fanno arrabbiare più di questo devi farti due domande”

Ieri l’Italia intera si è fermata per lo sciopero generale per attirare l’attenzione sul genocidio che sta avendo luogo a Gaza ai danni dei palestinesi. Purtroppo, in mezzo a tanti protestanti che hanno manifestato in modo civile, tra cui docenti e insegnanti, ci sono stati episodi di forte tensione e violenza.

Meloni: “Le violenze non cambieranno di una virgola Gaza”

A Milano c’è stata una vera guerriglia urbana. Come riporta Il Giorno, mentre era in corso il corteo pro Gaza alcuni manifestanti hanno attaccato per ore gli agenti in stazione poi si sono scontrati nelle vie attorno: cinque le persone arrestate, tra cariche, lacrimogeni e lancio di sassi e oggetti.

Il Governo ha condannato tutto ciò: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di “violenze e distruzioni che nulla hanno a che vedere con la solidarietà e che non cambieranno di una virgola la vita delle persone a Gaza, ma avranno conseguenze concrete per i cittadini italiani”. Lo riporta Ansa.

Il docente e scrittore Enrico Galiano ha preso posizione con un post su Facebook corredato da una foto di due bambini tra le macerie di Gaza: “Ma certo, ogni violenza è da condannare. Però se i disordini di ieri a Milano ti fanno arrabbiare più di questo, forse devi farti due domande”.

Gaza, chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente

“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.

“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”, ha detto.

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