La stagione degli scioperi nella scuola inizia ufficialmente il prossimo 22 settembre con una fermata di tutti i comparti pubblici e privati decisa dall’USB e da qualche altra sigla sindacale.
E proprio per questo carattere di sciopero generale la protesta anche avere qualche riscontro importante soprattutto nelle grandi città dove potrebbe essere più difficile spostarsi a causa degli inevitabili disservizi nel settore dei trasporti.
La decisione dell’Unione sindacale di base (USB) viene però contestata dall’Unicobas di Stefano d’Errico che in un comunicato di queste ore spiega le ragioni per cui ha deciso di non partecipare.
Lo sciopero, spiega d’Errico, “è stato costruito dall’USB in solitaria, con vari errori”.
“In primis – prosegue il segretario nazionale – era stato indetto per il 17, ma è stato respinto dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi perché non erano stati rispettati i 10 giorni di preavviso previsti per legge. Successivamente è stato proclamato il 12 spostando la mobilitazione al 22 senza nessuna interlocuzione con noi e con i Cobas”.
“Inoltre – aggiunge d’Errico – abbiamo saputo che si sono create le solite problematiche tipiche di quanti vogliono piantare bandierine a detrimento dei risultati e della drammaticità dei fatti che si stanno vivendo in Medio Oriente. Infatti, se l’USB si è mossa solo con lo scopo principale di ‘arrivare per prima’, ad esempio il SiCobas interferisce nel percorso per costruire una propria iniziativa differente”.
“La data del 22 – spiega ancora Unicobas – si è poi dimostrata incongrua persino rispetto ai tempi previsti per l’arrivo della Global Sumud Flotilla nelle acque prospicenti la Striscia di Gaza, che probabilmente avverrà nei giorni successivi, atteso che lo sciopero è stato indetto come risposta ad eventuali interventi violenti ed illegittimi dell’esercito israeliano”.
Unicobas dà però atto che “l’USB aveva in precedenza egregiamente organizzato le mobilitazioni dei portuali di Genova per bloccare l’invio di armi verso Israele e raccogliere le derrate alimentari che sono state imbarcate dalla Global Sumud Flotilla” e quindi sottolinea ancora d’Errico “non avremmo avuto niente in contrario ad organizzare congiuntamente il percorso successivo, però per estenderlo a tutte le categorie sarebbe stata necessaria una procedura più coinvolgente ed accorta”.
Per evitare ogni equivoco l’Unicobas “conferma comunque il proprio impegno contro il massacro indiscriminato dei palestinesi nella striscia di Gaza ed in Cisgiordania”.
Tanto che a breve verrò diffuso in tutte le scuole un documento ad hoc per stimolare i Collegi dei docenti a prendere posizione anche contro l’atteggiamento complice del governo italiano.