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Sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil per il 15 novembre

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Non è andato a buon fine il tentativo di conciliazione conseguente la proclamazione da parte di Cgil, Cisl e Uil dello stato di agitazione del personale della scuola.
Il risultato è che per il 15 novembre è in programma uno sciopero nazionale di tutti i dipendenti, dai bidelli ai dirigenti scolastici.
D’altronde l’esito era pressochè scontato: i sindacati confederali protestano per molti, troppi, motivi ed è inevitabile che un accordo completo risulti impossibile.
A scaldare gli animi hanno contribuito anche le prime anticipazioni sulla legge finanziaria.
Le risorse messe in campo dal Governo sono considerate del tutto irrisorie dai sindacati. Si parla di circa 110 milioni di euro per l’avvio della riforma: 30 milioni sarebbero destinati a sostenere i maggiori oneri derivanti dalle iscrizioni anticipate nelle scuole dell’infanzia e alla stessa estensione del servizio; altri 30 milioni dovrebbero servire a promuovere attività di formazione in servizio del personale, mentre una cinquantina andrebbero a sostenere le attività di orientamento e di lotta alla dispersione scolastica. La somma va ad aggiungersi ai 270 milioni già stanziati in precedenza e rappresenta secondo il Governo un significativo passo in avanti.
Secondo i sindacati si tratta invece di briciole o poco più e anche questo ha contribuito alla decisione di proclamare un intero mese di manifestazioni, scioperi e azioni di protesta di cui già abbiamo dato notizia nei giorni scorsi.
Non bastano certamente le notizie sul collegato alla finanziaria che mette a disposizione altri 200milioni di euro a infondere un po’ di ottimismo. E neppure i 375milioni per rinnovare i contratti per le pulizie delle scuole svolte dai LSU (Lavoratori socialmente utili) sembrano soddisfare i le organizzazioni sindacali.
Ma non sono solamente le questioni economiche a preoccupare i sindacati; la proposta di legge sullo stato giuridico dei docenti non piace per nulla ai confederali che hanno chiesto un incontro urgente al Governo.
Il disegno di legge – secondo Cgil, Cisl e Uil – contrasterebbe addirittura con il dettato costituzionale in quanto prevede la possibilità per le scuole di procedere ad assunzioni dirette del personale docente.
Intanto a partire dalla prossima settimana in tutte le scuole verranno convocate assemblee sindacali in preparazione degli scioperi regionali che inizieranno il 20 ottobre e soprattutto per scaldare i motori in previsione del "botto" conclusivo del 15 novembre, quando i confederali contano di far scendere in piazza centinaia di migliaia di insegnanti, bidelli, impiegati amministrativi e dirigenti scolastici.

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