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Aggiornato il 30.12.2025
alle 17:13

Sciopero scuola: il primo dell’anno sarà venerdì 9 gennaio, a due giorni dall’avvio delle lezioni

Il primo sciopero per il comparto istruzione e ricerca del 2026 sarà tra pochissimi giorni, subito dopo l’avvio delle lezioni dopo la pausa natalizia che praticamente ovunque è fissato per il 7 gennaio. Come riportato dal Cruscotto degli scioperi del pubblico impiego, la prima protesta dell’anno sarà venerdì 9 gennaio.

Chi ha proclamato lo sciopero

Lo sciopero è stato proclamato anche per sabato 10 gennaio. I sindacati promotori sono FLP,CONALPE, CONF.S.A.I e CSLE. Ad essere coinvolto il personale docente delle scuole dell’infanzia, il personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia, il personale non dirigente, il personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali.

Lo scorso 12 dicembre ha avuto luogo l’ultimo sciopero, organizzato da Cgil, che ha coinvolto, oltre a vari settori, anche la scuola. La mobilitazione del 12 dicembre è stata indetta per:

  • modificare la Manovra di bilancio 2026, considerata del tutto inadeguata a risolvere i problemi del Paese,
  • rivendicare l’aumento del potere di acquisto di salari e pensioni
  • difendere il valore del contratto nazionale, con rinnovi economicamente dignitosi anche nei settori privati della conoscenza e no a contratti pirata e dumping contrattuale
  • dire no al riarmo e sostenere investimenti in sanità, istruzione, servizi pubblici e politiche industriali
  • fermare l’innalzamento dell’età pensionabile
  • una vera riforma fiscale finalmente equa
  • contrastare la precarietà nei settori della conoscenza
  • aumentare i fondi per il salario accessorio, per riconoscere e valorizzare professionalità, responsabilità e competenze.

Cosa fare per aderire alla protesta?

Come abbiamo già spiegato, le modalità di effettuazione dello sciopero rimangono legate all’accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e di conciliazione, sottoscritto il 2 dicembre 2020.

Cosa prevede la normativa per la gestione di avvicinamento allo sciopero? I dirigenti scolastici invitano in forma scritta, anche via e-mail, a tutti i lavoratori in servizio a comunicare in forma scritta, anche via e-mail, entro il quarto giorno dalla comunicazione della proclamazione dello sciopero, la loro eventuale intenzione di aderire allo sciopero o di non aderirvi o di non aver ancora maturato alcuna decisione al riguardo. Tuttavia, docenti e Personale Ata non hanno alcun obbligo di rispondere: si tratta, infatti, solo di un semplice invito, rispetto al quale si può decidere di non rispondere.

Pertanto, chi aderirà allo sciopero avrà facoltà di potere non comunicare nulla alla propria scuola di servizio.

Qualora, invece, il dipendente dovesse rispondere all’invito del ds in modo affermativo, quella diventerebbe la sua decisione definitiva: il giorno dello sciopero non avrà altre possibilità di scelta che quella di aderire. Quindi la dichiarazione di adesione fa fede ai fini della trattenuta sulla busta paga ed è irrevocabile.

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