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24.09.2025

Sciopero, un genitore contro i prof che non hanno protestato: “Attaccati alle cattedre come parassiti, cosa potete insegnare?”

Lo scorso 22 settembre c’è stato, com’è noto, uno sciopero generale che ha coinvolto la scuola. Molti sono stati i docenti e gli studenti che sono scesi in piazza. Ce ne sono tanti altri che hanno comunque deciso di lavorare.

Lo sfogo

Un genitore ha scritto una lettera contro i docenti della scuola del proprio figlio che non hanno protestato, pubblicata su Ravenna Notizie. La missiva è molto dura, e accusa gli insegnanti di non essere in grado di insegnare quello che conta. Ecco il contenuto:

“Oggi, come ogni giorno, si scrive un pezzetto di storia. la stessa storia che un domani insegneranno ai figli dei nostri figli. E allora parlo agli insegnanti di mio figlio che forse saranno ancora lì, incancreniti nelle loro postazioni, ad arrogarsi il diritto di ‘spiegare’.

Parlo con loro, attaccati alle cattedre come parassiti, che quando stamattina c’è stato da scegliere da che parte stare, sono rimasti dietro alla scrivania. Mi chiedo cosa possano avere da insegnare ai nostri figli, al mio in particolare, che stamattina era a scioperare con altri ragazzi, che danno speranza per un futuro migliore anche ai loro insegnanti. Penso alle loro facce, una per una, che conosco molto bene, a quelle facce che come diceva De Andrè ‘si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità’. Quale può essere il vostro insegnamento?

Da come va il mondo, l’Italia, dal numero di analfabeti funzionali direi che non solo avete fallito nell’insegnamento accademico ma anche in quello umano. Come potete formare una nuova classe di giovani indipendenti, pensanti, competenti se voi per primi stamattina, davanti alla mobilitazione mondiale, davanti alle bombe e alle atrocità ormai ben note a tutti, siete entrati in classe per fare il vostro compitino?

Parlo agli insegnanti di mio figlio che insegnano una realtà miope, con i paraocchi, una realtà asservita, connivente e complice. La realtà dei ‘buoni’ che sono rimasti a guardare. Se questo è quello che avete da insegnare a mio figlio, no grazie. Chissà con che faccia, domani, lo guarderete e penserete anche che abbia qualcosa da imparare da voi.

La scuola oggi ha fallito agli occhi dei suoi studenti. La scuola (di mio figlio) oggi ha dimostrato che le tolgono fondi per darli alle armi con il loro silenzioso vergognoso benestare”.

Sciopero Gaza, i docenti non possono rimanere indifferenti

“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.

“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”, queste le sue parole.

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