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Scritti concorso a cattedra, polemiche per il rinvio delle prove dell’11 e 12 febbraio

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Le prove scritte non sono ancora iniziate, ma già iniziano le polemiche. Ad innescarle è l’Anief, che il 10 febbraio ha contestato la decisione del Miur di sospendere a data da destinarsi i primi due giorni di verifiche, riguardanti la scuola d’infanzia, la primaria e le classi di concorso A017 e A033, a causa del maltempo in arrivo nella maggior parte delle regioni del territorio italiano.
Secondo il sindacato degli educatori in formazione, i dirigenti di viale Trastevere hanno fatto bene a prevenire i probabili disagi derivanti dalle previste nevicate, anche a quote basse. Il problema è che la decisione, resa pubblica nel pomeriggio di sabato 9 febbraio, non è stata supportata da un immediato calendario delle nuove prove. Il Miur, infatti, si è limitato a dire che le stesse prove sono state “rinviate a data che sarà comunicata martedì 12 febbraio”.
La logica dice che le nuove date cadranno a ridosso delle elezioni politiche e amministrative: quindi il 22 e 23 febbraio. Solo che in quei due giorni nelle scuole si insedieranno le commissioni incaricate di gestire le elezioni. Quindi, qualora le prove si fossero dovute svolgere in scuole seggio, si dovrà anche provvedere un cambiamento di sede.
In ogni caso, per l’Anief non è solo questo il problema: per il sindacato non si sarebbe considerato che migliaia di candidati si erano già organizzati, per partecipare alle prove, prenotando viaggi e soggiorni nei capoluoghi di provincia che ospitano le verifiche scritte all’interno delle scuole-polo. Il sindacato sostiene che “bisognava dare loro subito indicazioni certe. E rimandare tutte le altre verifiche (…) a dopo le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio”, visto che in meno di ventiquattrore il sindacato sostiene di aver ricevuto “una valanga di lamentele e richieste di indicazioni”.
Ancora una volta, – commenta amaramente il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico – il Ministero sembra dimenticare che dal suo operato dipende il destino non di freddi numeri, ma di tantissime persone in carne e ossa. L’amministrazione non sembra curarsi del fatto che in questo momento ci sono migliaia di persone che hanno usufruito di giorni permesso, che hanno alberghi, treni e voli prenotati per svolgere delle prove scritte programmate da tempo. Con tanto di viaggi di ritorno già prenotati. E da viale Trastevere che fanno? Si limitano a comunicare che i primi due giorni di prove scritte”.
Tuttavia, il presidente dell’Anief non mette in discussione la decisione del Muir di sospendere le verifiche scritte. Del resto, a fronte di cause di forza maggiore, come delle gravi condizioni meteorologiche avverse e delle conseguenti indicazioni della Protezione Civile, non si poteva fare diversamente. “È stata una scelta più comprensibile – sostiene Pacifico – quella di evitare che molti candidati non riuscissero a raggiungere le sedi a causa della neve o delle strade impraticabili. L’organizzazione sindacale non comprende però “come si possa pensare, a fronte di questo scenario, che mercoledì prossimo, il 13 febbraio, possa essere tutto tornato alla normalità. Anche per mettere tutti i partecipanti nelle stesse condizioni, emotive e fisiche, occorreva spostare in blocco tutte le prove programmate tra l’11 ed il 21 febbraio”.
Ma per Pacifico c’è dell’altro: il leader del sindacato autonomo ha il sospetto che il Miur abbia “scelto di rinviare i primi due giorni di prove scritte non solo per le condizioni meteorologiche. Ma anche per prendere tempo: l’operato dei legali dell’Anief ha infatti permesso ad oltre 7mila candidati che avevano conseguito tra 30 e 34,5 punti alle preselettive di essere ammessi alle prove successive, alzando del 10% il numero complessivo di aspiranti docenti. Le sentenze dei Tar hanno messo ancora più in difficoltà la macchina organizzativa ministeriale, già in affanno per la mancanza di commissari e presidenti. Dei ‘valutatori’ per la prima volta sottopagati e messi ad operare senza strumenti di valutazione chiari ed omogenei. Rinviare di quarantottore l’avvio delle prove è stato evidentemente provvidenziale per sanare anche questo intoppo. Ancora una volta, però, a pagare le disfunzioni – conclude il presidente dell’Anief – i saranno i futuri docenti”.