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Scuola: arrivano 35.000 assunzioni, con qualche polemica

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Nelle scuole mancano i docenti per iniziare regolarmente le lezioni?
Servono nuove assunzioni?
Detto e fatto: già il 18 luglio, in occasione della presentazione del suo programma  di lavoro in Commissione Istruzione alla Camera, il ministro Moratti aveva annunciato che era sua intenzione affrontare rapidamente la questione.
Ma adesso la dichiarazione di principio si è trasformata in un atto di Governo: nella giornata del 2 agosto, infatti, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ad un decreto legge che autorizza l’attribuzione di 35mila incarichi a tempo indeterminato ad altrettanti precari assunti in parte dalle graduatorie temporanee e in parte dalle graduatorie dei concorsi.
Pare che all’interno dell’Esecutivo qualche contrasto ci sia stato: il ministro dell’Economia Tremonti avrebbe ricordato a tutti che c’è sempre il famoso "buco" di bilancio da coprire, ma alla fine la proposta del ministro Moratti, seppure con una decurtazione di 2.700 posti rispetto a quelli da lei inizialmente richiesti, è stata accolta. Ed è il risultato finale che – in definitiva – conta.
Intento – nella stessa giornata di ieri – il Senato ha approvato anche la conversione in legge del decreto sul precariato.
Favorevoli i primi commenti dei sindacati.
"Questa decisione – afferma per esempio Daniela Colturani, segretaria nazionale di Cislscuola – costituisce, senza dubbio, una prima risposta positiva alle attese del personale precario. Se le operazioni di assunzione, sia in ruolo che dei supplenti, saranno effettuate in tempi rapidi, si potrà registrare una risposta buona e concreta anche per la scuola e l’utenza: sarà un avvio di anno scolastico certamente più sereno".
Un po’ più cauto il commento di Cgilscuola di qualche ora dopo: "Il Governo ha confermato le 35.000 assunzioni già previste dall’ottobre 2000. E questo va bene. Però, solo alcune settimane fa sono state avviate le procedure per una riduzione di circa 18.000 posti di personale ausiliario, tecnico ed amministrativo."
Il quadro complessivo è quindi secondo Enrico Panini, segretario nazionale di Cgilscuola, "contraddittorio con decisi tratti negativi".
Le disposizioni di legge – a questo punto – ci sono: resta da vedere se la macchina amministrativa riuscirà davvero a far iniziare l’anno scolastico senza intoppi.
A conti fatti al 1° settembre mancano solo 19 giorni lavorativi: troppo pochi, secondo i più scettici, per una Amministrazione abituata da sempre a ragionare in mesi o anni, anziché in ore e giorni come sembra intenzionata a fare invece il nuovo Ministro.
I tecnici dell’Eds, che gestisce la gestione informatizzata delle procedure amministrative delle scuole, sono intanto già al lavoro da diversi giorni per fornire in tempi rapidi le funzioni che a partire dal 1° settembre consentiranno alle scuole di nominare i supplenti.
Si tratta certamente di una scommessa difficile e rischiosa, anche sotto il profilo politico: se l’anno scolastico dovesse iniziare regolarmente la nuova maggioranza incasserebbe un ottimo risultato, ma se l’operazione dovesse fallire potrebbe essere l’inizio di un autunno difficile per tutta la scuola italiana.

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