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Scuola autorevole o autoritaria?

Una docente di scuola Primaria, scrive al Corriere della Sera, sottolineando la sua perplessità di fronte alle accuse che vengono fatte agli studenti che non “hanno voluto sostenere l’esame orale della Maturità”:”Trovo agghiaccianti i commenti sui social, soprattutto provenienti dal mondo scolastico, verso gli studenti che non hanno voluto sostenere l’esame orale della Maturità per protesta contro una scuola che, secondo loro, non funziona”. 

E infatti per la docente, il problema principale è una “scuola che vuole solo essere ascoltata e non ascoltare, non prepara al futuro”, mentre “i giovani vogliono essere ascoltati, chiedono il dialogo democratico. E guai se così non fosse! Avremmo davvero poco da sperare per il futuro”. 

“L’allievo- continua la docente -va accolto nella sua interezza: l’emotività, il modo di concepire il mondo, il relazionarsi tra pari, non sono scissi dall’apprendimento, ma lo promuovono, ne sono parte integrante. Come possono apprendere gli studenti se già non hanno un rapporto empatico con i docenti?”

E poi continua affermando un principio che tropo spesso è scordato: “ l’apprendimento passa solo attraverso il canale affettivo”, mentre “per una scuola migliore anche i ministri dovrebbero fare la loro parte: abolire le classi pollaio e gran parte dell’inutile burocrazia, un sovraccarico enorme che stressa gli insegnanti”.

Non una scuola lassista, scrive ancora la maestra, ma “ma autorevole e non autoritaria”, considerato pure che ormai siamo di fronte a una società “sempre più aggressiva nell’espressione orale e scritta” e dunque “spetta proprio a noi, gente di scuola, non raccogliere e invertire la tendenza”. 

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