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Scuola, i precari hanno diritto al pagamento delle ferie? Ecco come stanno le cose

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Sembrerebbe una domanda retorica, perché tutti i dipendenti – tanto più nel pubblico impiego- hanno diritto ad un periodo di ferie retribuite.

Nella scuola le cose non stanno esattamente così.

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Il diritto alle ferie

L’art.36 della Costituzione non solo prevede tale diritto, ma definisce tale diritto  “irrinunciabile”.

Nello stesso  senso, anche l’art. 7 della direttiva 2003/88/CE (cfr. sentenza 20 gennaio 2009 nei procedimenti riuniti c-350/06 e c -520/06 della Corte di giustizia dell’Unione Europea).

Il diritto alle ferie è riconosciuto anche dal CCNL del comparto scuola (all’art.13), nonché -per il personale precario- all’art. 19.

La spending review

Senonchè, il D.L. 6 luglio 2012, n. 95 (c..d.”spending review”) ha escluso la monetizzazione delle ferie per i dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato.

In pratica ciò significa che i precari devono fruire delle ferie durante il rapporto di lavoro e non possono dunque essere retribuiti per le ferie estive (ad eccezione ovviamente di chi ha un contratto fino al 31 agosto).

Il contrasto tra il CCNL e la legge.

Le norme contrattuali prevedono:

a): ”La fruizione delle ferie nei periodi di sospensione delle lezioni non e’ obbligatoria. Pertanto, per il personale docente a tempo determinato che, durante il rapporto di pubblico impiego non abbia chiesto di fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle lezioni, si dà luogo al pagamento sostitutivo delle stesse al momento della cessazione del rapporto”(art.19);.

b) “All’atto della cessazione del rapporto, qualora le ferie spettanti a tale data, non siano state fruite, si procede al pagamento sostitutivo delle stesse, sia per il personale a tempo determinato che indeterminato” (art. 13, comma 15).

La scelta del Legislatore

Proprio in virtù del contrasto tra contratto e legge (e viste le peculiarità del settore scuola, in cui è estremamente difficile fruire delle ferie nei periodi di lezione), con la legge n. 228/2012 (art. 1, comma 56), si è precisato che le clausole contrattuali contrastanti con le disposizioni introdotte in materia, saranno disapplicate dal 1° settembre 2013.

Il quadro attuale

Pertanto, attualmente il docente precario si vede “scalare” dalle ferie tutti i giorni in cui le lezioni non si sono tenute (es. vacanze pasquali e natalizie, giorni di chiusura della scuola per neve, ecc.), in cui viene considerato comunque in ferie “d’ufficio”.

Solo se -sottratte tali giornate ai giorni di ferie effettivamente spettanti- dovesse residuare ancora qualche giorno, avrà diritto al pagamento per i (pochi) giorni rimasti.

Non tutto è perduto

Di fronte a un quadro così fosco, resta ancora qualche possibilità di ottenere il pagamento delle ferie.

Mi riferisco in particolare alle ferie non godute nell’anno scolastico 2012/13.

Infatti, proprio perché – come si è visto- fino al 1° settembre 2013 erano ancora vigenti le più favorevoli disposizioni contrattuali, le ferie non fruite per quell’anno scolastico in realtà dovevano essere pagate, come ormai da acclarato in tutti i Tribunali.

Bisogna affrettarsi

Con ogni probabilità sono ben pochi i docenti precari dal 2012 che non sono stati ancora assunti in ruolo.

Ciò non toglie che – anche se ormai di ruolo- tali docenti hanno tutto il diritto di rivendicare il pagamento delle ferie non godute relative all’anno scolastico 2012/13.

Bisogna però affrettarsi, in quanto opera la prescrizione decennale.

Dunque, c’è ancora un po’ di tempo, ma è opportuno non attendere troppo….