Prima Ora - notizie del 8 giugno 2026

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08.06.2026
Aggiornato alle 17:58

Scuole aperte dal 31 agosto: il modello piace ad altre regioni, ma c’è anche chi spinge per allungare le vacanze fino ad ottobre

Scuole aperte dal 31 agosto, il modello Emilia Romagna sembra essere pronto ad essere adottato anche in altre regioni, stavolta al Sud: Campania e Puglia. Anche una scuola di Genova, qualche giorno fa, sta avviando una sperimentazione in tal senso.

“Non ne abbiamo ancora parlato, ma è un tema vero, che riguarda la conciliazione dei tempi per la famiglie, tenendo conto che in Italia le vacanze estive sono molto lunghe, anche per motivazioni reali”, dice all’Adnkronos l’assessore regionale alle Politiche Sociali e alla Scuola della Campania, Andrea Morniroli ma abbiamo istituito “un tavolo di confronto permanente sulla scuola pubblica, con la prima riunione prevista per lunedì 8 giugno, dove ci sono sindacati, rappresentanti dei genitori, presidi e docenti” e che “questo possa essere uno dei temi di confronto”.

Il modello Emilia Romagna convince

“In alcuni quartieri aumentare il tempo-scuola, seppur non in modo obbligatorio e per i bambini piccoli, può essere fondamentale per contrastare i percorsi che portano ad abbandoni precoci”, dice. L’assessore ricorda anche che “in Campania inoltre, come nelle regioni meridionali, il tema del caldo è da tenere in conto, ma se ne deve discutere con le parti sociali. In un contesto dove ci sono sindacati, istituzioni, famiglie, docenti, presidi, si deve riflettere assieme, senza semplificazioni, ma il tema ha un senso, in una regione dove ci sono poche alternative pubbliche alla scuola”.

L’assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia, Silvia Miglietta, sottolinea che “la sperimentazione avviata dall’Emilia Romagna va nella direzione giusta: aiutare le famiglie nella conciliazione dei tempi vita-lavoro è una priorità condivisa e aprire le scuole in anticipo con attività educative, sportive e culturali è una risposta concreta a un bisogno reale”.

La Puglia, quindi, aggiunge l’assessora, guarda con attenzione “alla possibilità di costruire un’offerta di attività a sostegno delle famiglie nei periodi di transizione, in raccordo con l’Ufficio Scolastico Regionale. In alcune scuole pugliesi – evidenzia Miglietta – questo accade già a fine anno scolastico, grazie a misure ministeriali o a progettualità autonome degli istituti. Vogliamo esplorare se e come la Regione possa sostenere una sperimentazione analoga, strutturata e condivisa con i territori”.

Direzione opposta

Discorso diverso per la Sardegna: qui si starebbe ragionando per allungare la pausa estiva, invece. ”In Sardegna le richieste vanno nella direzione contraria – spiega all’assessora regionale alla Pubblica istruzione, Ilaria Portas – Per ragioni climatiche qui sarebbe impossibile l’anticipo e le istanze sono per uno slittamento a ottobre. Ma non si è ritenuto opportuno procedere in tal senso per evitare lo slittamento della fine dell’anno scolastico a fine giugno”.

“Per venire incontro alle esigenze delle famiglie – continua l’assessora Portas – la Regione ha appena approvato una legge sui centri estivi, a supporto delle famiglie durante le vacanze”.

Il sondaggio

Ma cosa ne pensano i docenti? Il calendario scolastico va modificato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, oltre che delle famiglie? Il 72,26% degli insegnanti dice no. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori che operano in ambito scolastico, tra cui anche dei genitori di studenti.

Dal sondaggio emerge chiaramente che determinate “abitudini scolastiche”, consolidate nel tempo, sembrano dure a morire: per oltre il 70% dei docenti, infatti, non bisognerebbe “spalmare” la pausa didattica nel corso dell’anno evitando di concentrarla solo in estate, così come aveva suggerito l’ex ministra del turismo Daniela Santanchè sostenendo anche di avere concordato la proposta con il titolare del Mim Giuseppe Valditara (il quale però ha precisato di non saperne niente, per poi rilanciare il Piano Estate 2026).

La sperimentazione in Emilia Romagna

Il dibattito è esploso a seguito della scelta, fatta dalla Regione Emilia Romagna, di avviare una sperimentazione che consente ad alcune scuole di aprire dal 31 agosto, quindi oltre due settimane prima del 15 settembre, giorno in cui riprenderanno le lezioni secondo il calendario scolastico regionale: una decisione, hanno detto i responsabili istituzionali di questa scelta, per venire incontro ai genitori lavoratori. Dall’ultimo giorno di agosto, fino al 14 settembre, si svolgeranno quindi attività alternative, di tipo anche formativo ma non propriamente didattiche.

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